Oggi Napoli torna a guardare al Duomo per la celebrazione del terzo e ultimo miracolo dell’anno, un evento atteso con devozione da migliaia di fedeli.
Dalla Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, la notizia della liquefazione è stata data da Monsignor Vincenzo De Gregorio, abate della Cappella, comunicando alle 9:13 che il sangue già fosse semi sciolto.
Dopo la celebrazione della Santa messa alle 10:05 è stato comunicata la completa liquefazione del sangue con lo sventolamento del classico fazzoletto bianco. La liquefazione del sangue del Patrono è stata osservata in diretta, generando gioia tra i presenti e i napoletani collegati da tutta la città.
A Napoli la devozione per San Gennaro non conosce limiti, migliaia di fedeli si radunano ogni anno nel Duomo per assistere al rito della liquefazione del sangue del Santo Patrono, simbolo di speranza e protezione per la città.
Ogni anno, il sangue di San Gennaro si liquefa in tre occasioni precise:
• Il primo sabato di maggio,
durante la commemorazione del martirio la teca con le ampolle, il busto di San Gennaro e dei compatroni viene portata in processione dal Duomo alla Basilica di S. Chiara. Inizia poi il rito che invoca il primo miracolo dell’anno.
• 19 settembre,
il secondo miracolo dove si celebra la ricorrenza della decapitazione del Santo, all’interno del Duomo, alla presenza del cardinale e dei fedeli si attende il rito della liquefazione del sangue.
• 16 dicembre,
terza e ultima data importantissima per i napoletani. Questa giornata rievoca un evento drammatico: nel 1631 la lava del vulcano arrivò a minacciare Napoli, così alcuni cittadini decisero di prendere l’ampolla con il sangue del Santo Patrono e, in processione, giunsero fino al Ponte della Maddalena.
Secondo la tradizione in quel momento stesso la lava si arrestò, risparmiando Napoli.
La prima testimonianza documentata risale al 1389. Da allora, la liquefazione del sangue è diventata simbolo di speranza ed identità napoletana.
Per molti il miracolo di San Gennaro non è solo visto come evento religioso, ma è anche fonte di superstizioni popolari: se il sangue non si scioglie si teme che qualcosa di terribile possa abbattersi sulla città, se si liquefa, San Gennaro ha compiuto il suo prodigio proteggendo Napoli e tutti i suoi abitanti.
Lucia Pia Mandara









