Torre Annunziata, nasce il welfare locale antimafia: modifica al regolamento sui beni confiscati

La Giunta comunale di Torre Annunziata, guidata dal sindaco Corrado Cuccurullo, ha approvato la delibera che propone la modifica del regolamento per la gestione dei beni confiscati, introducendo una novità di forte impatto sociale: la creazione di un sistema di welfare locale antimafia. Il provvedimento passerà ora al vaglio del Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Il nuovo impianto normativo punta a trasformare il riuso dei beni sottratti alla criminalità organizzata in uno strumento strutturato di protezione, inclusione e accompagnamento per i nuclei familiari più fragili, colpiti da fenomeni criminali.

“Con il Welfare Locale Antimafia – spiega il sindaco Corrado Cuccurullo – adottiamo una politica pubblica che garantisce protezione e inclusione a famiglie in condizione di vulnerabilità. Il Comune istituisce anche un percorso di sostegno abitativo. Non si tratta di un ristoro, ma di un atto di responsabilità collettiva della comunità verso chi ha subito un’ingiustizia”.

Il regolamento rinnovato prevede che i beni confiscati con destinazione residenziale possano essere assegnati in locazione a canone agevolato o in concessione d’uso gratuito a familiari vittime di criminalità, iscritti in elenchi fondati su una documentazione verificata e su un riconoscimento sociale e istituzionale. Tra i riferimenti indicati figura l’Elenco delle vittime innocenti delle mafie, curato dall’associazione Libera e dalla Fondazione Polis della Regione Campania.

L’individuazione dei beneficiari avverrà attraverso procedure ad evidenza pubblica, con criteri oggettivi e trasparenti, come l’ISEE e la composizione del nucleo familiare, per garantire parità di trattamento e correttezza amministrativa.

A sottolineare la portata innovativa del provvedimento è anche la vicesindaca Tania Sorrentino, delegata ai beni confiscati: “Esistono tantissime famiglie vittime di criminalità comune che non godono delle tutele riservate alle vittime di mafia perché non riconosciute dallo Stato. Con questo regolamento allarghiamo il perimetro di tutela. Pensiamo ai tanti nomi che vengono letti ogni 21 marzo nella Giornata nazionale della memoria e dell’impegno contro le mafie”.

Secondo Sorrentino, il welfare locale antimafia rappresenta una best practice a livello nazionale e colma una lacuna che richiede un intervento anche istituzionale più ampio: “È un’iniziativa forte, che chiama in causa la Regione Campania. Siamo convinti che il presidente Fico saprà dimostrare grande sensibilità su questo tema”.

Con questa scelta, Torre Annunziata rafforza il proprio ruolo di modello virtuoso nel riutilizzo sociale dei beni confiscati, trasformandoli da simboli del potere criminale a strumenti concreti di giustizia sociale e inclusione.

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