Nomina di Cuomo in giunta regionale, scontro istituzionale sul rispetto della legge

La nomina di Enzo Cuomo ad assessore regionale all’Urbanistica apre un duro confronto politico e giuridico in Campania, tra rilievi della Prefettura, richiami del Viminale e accuse dell’opposizione al Pd e a Roberto Fico

La nomina di Enzo Cuomo, sindaco del Partito democratico di Portici, ad assessore regionale all’Urbanistica nella giunta guidata da Roberto Fico ha innescato una forte polemica politica e istituzionale. Al centro del confronto vi è la tempistica delle dimissioni di Cuomo dalla carica di primo cittadino e la loro efficacia giuridica rispetto all’assunzione del nuovo incarico regionale, con il centrodestra che contesta la legittimità della nomina e richiama il rispetto rigoroso delle norme.

Le dimissioni di Cuomo e il nodo dei venti giorni

Secondo quanto ricostruito, Enzo Cuomo si è dimesso da sindaco di Portici lo stesso giorno della nomina ad assessore regionale, presentando l’atto prima dell’assunzione formale dell’incarico in giunta. Per le forze di opposizione, tuttavia, questa tempistica non sarebbe sufficiente. Lo Statuto della Regione Campania prevede che gli assessori debbano essere in possesso dei requisiti richiesti per l’elezione in Consiglio regionale, mentre la normativa stabilisce che le dimissioni dei sindaci diventino efficaci e irrevocabili solo dopo 20 giorni dalla presentazione. Da qui la tesi secondo cui Cuomo avrebbe dovuto lasciare la carica di sindaco con congruo anticipo.

L’atto di rinuncia alla revoca delle dimissioni

Per sanare la questione, Cuomo ha protocollato in Comune, insieme alle dimissioni, anche un atto di rinuncia alla revoca delle stesse. Il ragionamento alla base di questa scelta è che il termine dei venti giorni serva a consentire un eventuale ripensamento, che nel caso specifico sarebbe stato escluso sin da subito. Secondo questa impostazione, la rinuncia anticipata farebbe venir meno la necessità dell’attesa. Una tesi che però non convince l’opposizione.

La nota della Prefettura e il richiamo del Viminale

Le contestazioni del centrodestra si sono rafforzate dopo la comunicazione inviata dalla Prefettura di Napoli al Comune di Portici, alla quale è stata allegata una missiva del Ministero dell’Interno. Nel documento si ribadisce che le dimissioni di un sindaco diventano irrevocabili ed efficaci solo dopo 20 giorni, senza che l’ordinamento contempli la possibilità di una rinuncia anticipata alla revoca. Un passaggio che, secondo l’opposizione, confermerebbe l’irregolarità della procedura seguita.

Gasparri: “Una nomina nulla, Fico ignora le leggi”

Durissime le dichiarazioni del capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, che in una nota ha attaccato frontalmente la giunta regionale e il suo presidente. “La giunta regionale campana, oltre a nascere tra faide, spartizioni e parentele, nasce anche con una nomina nulla”, ha affermato. Gasparri ha poi aggiunto: “Non sorprende l’ignoranza istituzionale di uno come Fico, che abbiamo già visto inadeguato all’opera in sorprendenti incarichi parlamentari”.

Il senatore forzista ha richiamato esplicitamente il contenuto della comunicazione prefettizia: “Come ha rilevato la Prefettura di Napoli in maniera opportuna, il sindaco di Portici Cuomo, che peraltro conosco e stimo, non poteva dimettersi dall’incarico di sindaco per assumere quello di assessore regionale, rinunciando all’insopprimibile termine di venti giorni, prima del quale le dimissioni di un sindaco non diventano operative”.

Gasparri ha quindi insistito sulle responsabilità politiche: “Non mi meraviglia che Fico non conosca le leggi, come il suo staff, che immagino pari al suo livello; mi meraviglia piuttosto l’errore di Cuomo, che saprà correggerlo con comportamenti conformi alla legge”. E ha concluso ribadendo: “Pertanto, la giunta regionale campana, oltre a nascere tra faide, spartizioni e parentele, nasce anche con una nomina nulla. Il richiamo della Prefettura di Napoli è molto chiaro. Le leggi vanno rispettate, certo bisogna saperle leggere prima”.

Martusciello: “Il Pd indichi una donna, la Campania non può aspettare”

Sulla stessa linea Fulvio Martusciello, segretario regionale di Forza Italia in Campania, che ha affermato: “Il Pd indichi una donna al posto di Cuomo e colga l’occasione per rimediare ai propri errori. È inimmaginabile attendere 20 giorni”. Secondo Martusciello, la nota della Prefettura di Napoli sospenderebbe di fatto la validità del decreto di nomina, rendendo necessario un cambio immediato: “Il Consiglio non può aspettare. La Campania non può aspettare. Chiediamo a Roberto Fico di usare meno il manuale Cencelli e più un libro di diritto amministrativo“.

Cirielli: “Scarso senso delle istituzioni, il Consiglio umiliato”

Durissimo Edmondo Cirielli, vice ministro agli Affari Esteri e capo dell’opposizione in Regione Campania: “Ancora una volta il Pd dimostra di avere scarso senso delle istituzioni, mettendo in imbarazzo il Presidente della Regione, Roberto Fico”.

Cirielli ha richiamato la giornata dell’insediamento del Consiglio: “Non era bastata la penosa figura dell’insediamento, quando il Pd, non avendo scelto i nomi, chiese un’irrituale sospensione della seduta, durata oltre un’ora, con i presidenti Fico e Manfredi mortificati e soli tra i banchi, mentre il Pd e la maggioranza umiliavano il Consiglio”.

Sulla nomina di Cuomo ha aggiunto: “A ciò si aggiunge la proposta di un assessore che, infingardamente, non si era ancora dimesso dalla carica di sindaco, ignorando una legge voluta dallo stesso Pd nella scorsa legislatura”.

Infine Cirielli ha chiesto chiarezza e rispetto delle norme: “L’opposizione consiliare chiede a Fico di non consentire l’aggiramento della normativa e di nominare un altro assessore, e al Presidente Manfredi di far rispettare con rigore le leggi. Le forze di opposizione non tollereranno che l’Assemblea regionale venga ancora calpestata”.

Noi Moderati: “Cuomo rinunci a ogni incarico”

Alla polemica si è aggiunta anche Noi Moderati. Il coordinatore regionale Gigi Casciello ha parlato di “pasticcio legato alle dimissioni tardive”, sostenendo che “sarebbe opportuno che Cuomo rinunciasse comunque a ogni incarico”. Secondo Casciello, al di là dei profili formali, la vicenda ha assunto una dimensione politica tale da rischiare di compromettere la credibilità delle istituzioni regionali, alimentando confusione e sfiducia tra i cittadini.

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