Armi fantasma nascoste in un terreno: arsenale senza matricola sequestrato a Sant’Antonio Abate

Cinque pistole modificate e perfettamente funzionanti, centinaia di munizioni e caricatori ad alta capacità scoperti dai carabinieri in via Nocerelle: accertamenti balistici in corso, indagini aperte sul mercato nero delle armi

L’intervento dei carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate ha portato al rinvenimento di un arsenale di armi clandestine nascosto all’interno di uno zaino abbandonato in un terreno di via Nocerelle, all’altezza del civico 72. All’interno del borsone i militari hanno trovato cinque pistole senza matricola, tutte modificate e perfettamente funzionanti, insieme a otto caricatori e 273 proiettili di diverso calibro, alcuni anche di tipo militare. Il sequestro ha fatto scattare immediatamente gli accertamenti balistici, finalizzati a verificare un eventuale utilizzo delle armi in fatti di sangue o altri delitti.

Il ritrovamento in via Nocerelle

Lo zaino è stato individuato dai militari all’interno di un terreno isolato lungo via Nocerelle. Una volta aperto, il contenuto ha rivelato un deposito di armi clandestine pronte all’uso. Le pistole rinvenute sono risultate prive di matricola, in quanto mai registrate, e sottoposte a modifiche artigianali tali da renderle pienamente operative. Armi che, secondo quanto accertato, non esistono nei circuiti ufficiali, ma che possono essere reperite sul web e trasformate da mani esperte.

Le cinque pistole sequestrate

Il sequestro ha riguardato cinque pistole semiautomatiche, tutte senza matricola e con munizionamento già inserito nei caricatori. Nel dettaglio:

  • Beretta Mod. 92, calibro .380, con 6 proiettili nel caricatore.
  • Beretta Mod. 92, calibro .32 Auto / 7,65, con 9 proiettili complessivi di diverso calibro.
  • Beretta Mod. 85 Auto, calibro 8 mm K (Italy), con 6 proiettili.
  • Bruni Mod. P4, calibro 9 mm K (Made in Italy), con 5 proiettili.
  • Bruni Mod. 315 Auto, calibro 8 mm K (Made in Italy), con 6 proiettili cal. 6,35.

Si tratta di armi modificate e non riconducibili a matricole ufficiali, elemento che ne rende complessa la tracciabilità.

Caricatori e capacità di fuoco

Insieme alle pistole sono stati sequestrati otto caricatori per pistola, tra cui due caricatori del tipo EKOL ASI / Magnum / Compact / Jackal con capacità fino a 30 colpi. All’interno dei caricatori sono stati trovati proiettili di vari calibri, tra cui .380 Auto, 9 corto e 9 mm K, oltre a sei caricatori compatibili con le pistole rinvenute. Un quantitativo che evidenzia una potenza di fuoco significativa, compatibile con contesti criminali organizzati.

Il munizionamento: 273 proiettili sequestrati

Il munizionamento complessivo ammonta a 273 proiettili, rinvenuti sia sfusi sia all’interno di contenitori e valigette. Il materiale comprende:

  • 46 proiettili in una busta di plastica, tra .380 Auto, 9 mm, .38 Special e 7,65.
  • 69 proiettili in un secondo involucro, prevalentemente .380 Auto.
  • 7 proiettili custoditi in una valigetta per pistola, calibro 6,35 e .32 Auto.
  • 91 proiettili di ulteriore munizionamento, tra 7,65, .380 Auto, .32 Auto e 7,65 Browning.

La varietà dei calibri e la quantità sequestrata confermano la disponibilità immediata di munizioni per diversi tipi di armi.

Armi fantasma e mercato nero in evoluzione

Il sequestro si inserisce in un contesto già noto alle forze dell’ordine, legato alla costante evoluzione del mercato nero delle armi. In precedenti operazioni erano già emerse armi camuffate come penne pistola o portachiavi modificati, ma il ritrovamento di Sant’Antonio Abate evidenzia come la criminalità organizzata continui a puntare anche su armi tradizionali, purché non tracciabili. Quando la disponibilità sul mercato illegale diminuisce, le armi vengono create o trasformate, mantenendo quella forza intimidatrice ritenuta essenziale.

Accertamenti balistici e indagini in corso

Tutte le armi e le munizioni sequestrate saranno sottoposte a esami balistici approfonditi, per stabilire se siano state utilizzate in omicidi, agguati o altri reati. Le indagini dei carabinieri proseguono, con l’obiettivo di risalire ai responsabili del deposito e ai canali di approvvigionamento delle armi. L’attenzione resta alta sul territorio di Sant’Antonio Abate, considerato il potenziale pericolo rappresentato dalla circolazione di armi fantasma perfettamente funzionanti.

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