È stato autorizzato l’espianto degli organi dalla famiglia di Libera Icario, 33enne di Pompei dichiarata morta all’ospedale di Nocera Inferiore nella serata di lunedì, dopo una gravissima emorragia cerebrale sopraggiunta in seguito al parto. Un gesto di grande solidarietà che consentirà di salvare altre vite, mentre resta aperto il dolore per una tragedia che ha colpito due comunità.
Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Nocera Inferiore per accertare se siano stati rispettati tutti i protocolli di legge: dall’ingresso della donna all’ospedale Martiri del Villa Malta di Sarno, fino alla nascita della bambina e alla gestione dell’immediato post parto.
La gravidanza si era conclusa con il lieto evento nelle prime ore del nuovo anno. Dopo nove mesi di attesa, la coppia aveva deciso di allargare la famiglia, donando una sorellina alla primogenita. La neomamma avrebbe avuto solo il tempo di abbracciare la figlia appena nata, prima di essere colpita dal malore.
Poco dopo il parto, Libera ha iniziato ad accusare forti mal di testa e disturbi alla vista. La situazione è precipitata in pochi minuti: la donna ha perso conoscenza ed è entrata in coma. I sanitari sono intervenuti immediatamente, comprendendo la gravità della complicanza post partum, ritenuta — secondo quanto emerso — non prevedibile.
Gli accertamenti diagnostici effettuati a Sarno hanno evidenziato una emorragia cerebrale di estrema gravità, forse legata a un picco ipertensivo. Un quadro clinico rapidamente peggiorato, anche a causa della localizzazione e dell’estensione dell’emorragia, che comportava un elevato rischio di morte e di danni neurologici permanenti.
Nella notte del 2 gennaio, vista la criticità della situazione, è stato disposto il trasferimento in Rianimazione all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, dove i neurochirurghi hanno eseguito ulteriori esami specialistici che hanno confermato la gravità irreversibile del quadro clinico. Dopo le canoniche sei ore di osservazione encefalica, è arrivata la dichiarazione di morte cerebrale.
Nel frattempo, la famiglia ha dato il consenso alla donazione degli organi, trasformando un dolore immenso in una scelta di altruismo e speranza. Parallelamente, la magistratura ha aperto un fascicolo per fare piena luce sull’accaduto e valutare eventuali responsabilità, ripercorrendo l’intera sequenza dei fatti dal ricovero a Sarno fino al decesso a Nocera Inferiore.










