Il Napoli rallenta la corsa alla vetta e al Maradona non va oltre il 2-2 contro l’Hellas Verona, al termine di una partita spaccata nettamente in due. Male il primo tempo degli azzurri. Di tutt’altro segno una ripresa giocata con carattere, pressione e orgoglio. In mezzo, però, restano episodi arbitrali pesantissimi, che inevitabilmente finiranno sotto la lente d’ingrandimento: un rigore concesso al Verona e un gol annullato a Hojlund che continueranno a far discutere.
Nessun vittimismo facile: il Napoli nel primo tempo non ha giocato bene. Ma questo non può e non deve cancellare decisioni che hanno inciso sull’inerzia e sull’esito del match.
Avvio azzurro illusorio, poi blackout totale
L’approccio del Napoli sembra incoraggiante. Gli uomini di Conte provano a spingere subito sull’acceleratore e all’8’ sfiorano il vantaggio: Elmas riceve da Di Lorenzo, si infila sul primo palo e calcia, ma Montipò risponde presente. È però un fuoco di paglia.
Il Verona prende campo, si sistema meglio e inizia a sfruttare le difficoltà di un Napoli rimaneggiato, con assenze pesanti, panchina corta e un assetto offensivo poco fluido. Al 16’ arriva il vantaggio gialloblù: Niasse sfonda a destra e mette in mezzo, Frese si coordina in modo straordinario e con un colpo di tacco manda il pallone alle spalle di Milinkovic-Savic. Un gol bellissimo, ma che nasce anche da una certa passività difensiva azzurra.
Il Napoli accusa il colpo, perde ordine, perde sicurezza. Al 27’ arriva l’episodio che cambia il primo tempo e infiamma il Maradona.
Il rigore del Var: decisione che spacca la partita
Su uno spiovente in area, Buongiorno e Valentini vanno in elevazione. Il difensore del Napoli, sbilanciato da una mano sulla spalla, tocca il pallone con il braccio in fase di ricaduta. L’arbitro Marchetti lascia correre, poi viene richiamato al monitor dopo una lunghissima revisione Var.
Le immagini mostrano sì il tocco di mano, ma evidenziano anche in modo chiaro il fallo di Valentini, che altera completamente la dinamica del salto. Nonostante questo, il Var decide di intervenire e Marchetti assegna il rigore, ribaltando la valutazione di campo. Una scelta che lascia più di un dubbio e che molti giudicano completamente sbagliata.
Dal dischetto Orban non sbaglia: 0-2 al 28’. Il Napoli è frastornato, poco lucido, incapace di reagire con rabbia. Prima dell’intervallo arrivano due occasioni: Hojlund di testa manda alto, poi McTominay calcia a botta sicura ma trova il corpo di Unai Nuñez. Si va al riposo con il Verona avanti e con un Maradona incredulo.
Secondo tempo: un altro Napoli
La ripresa racconta una storia completamente diversa. Il Napoli rientra in campo con un piglio nuovo, probabilmente stimolato anche dalle parole di Conte negli spogliatoi. Al 54’ arriva il gol che riapre tutto: angolo di Lang, uscita a vuoto di Montipò, McTominay anticipa tutti e insacca: 2-1 e partita riaperta.
Gli azzurri aumentano la pressione, alzano il baricentro e schiacciano il Verona nella propria metà campo. Al 60’ Di Lorenzo sfiora il pareggio per questione di centimetri. Il forcing è costante, quasi asfissiante.
Il gol annullato a Hojlund: altra decisione che pesa
Al 72’ il Maradona esplode: Hojlund segna il gol del 2-2. Ma la gioia dura poco. Ancora una volta il Var richiama Marchetti: secondo la sala di Lissone, il centravanti danese avrebbe controllato il pallone con il polso prima di calciare in rete.
Una decisione che lascia perplessi per tempi, interpretazione e rigidità. Le immagini mostrano un contatto al limite, in una dinamica rapidissima, ma il Var interviene con la stessa durezza mostrata sul rigore del Verona. Decisione tecnica, certo, ma inevitabilmente destinata a far discutere.
Non è finita: poco dopo viene annullato anche un gol a McTominay per fuorigioco di Rrahmani a inizio azione. Decisione corretta sul piano regolamentare, ma che contribuisce ad aumentare la frustrazione azzurra.
Di Lorenzo rimedia, poi il brivido finale
Il Napoli non molla. Conte cambia, ridisegna l’assetto, libera Di Lorenzo con l’ingresso di Marianucci. La mossa paga. All’82’ arriva il meritato pareggio: cross dalla trequarti di Marianucci, inserimento del capitano e girata vincente per il 2-2.
Nel finale il Napoli prova addirittura a vincerla, sbilanciandosi, e rischia la beffa: al 48’, in pieno recupero Giovane si invola in contropiede, tenta il cucchiaio, ma il pallone esce di pochissimo. Sospiro di sollievo.
Analisi finale: colpe e rimpianti
Il pareggio lascia sensazioni contrastanti. Il primo tempo del Napoli è insufficiente, senza alibi. Ma la ripresa è da squadra vera, capace di reagire, dominare e rimettere in piedi una partita che sembrava persa.
Resta però il peso degli episodi:
- rigore molto generoso al Verona, con Var che interviene nonostante una dinamica chiaramente viziata;
- gol annullato a Hojlund che, per interpretazione e tempistiche, continuerà a far discutere.

In classifica il Napoli sale a 38 punti, manca il sorpasso sull’Inter e aggancia il Milan, mentre il Verona porta a casa un punto prezioso per la salvezza. Domenica sera a San Siro, contro l’Inter, servirà un Napoli più continuo, più lucido sin dall’inizio. Ma con la consapevolezza che, quando alza il ritmo, questa squadra resta ancora una delle più forti del campionato.
Pasquale Cirillo











