Nella giornata odierna il giudice per le indagini preliminari di Pescara, Giovanni de Rensis, ha convalidato il fermo eseguito dalla Squadra Mobile di Napoli nei confronti di due presunti aggressori di Gianluca Pisacane, fratello dell’allenatore del Cagliari Fabio Pisacane, rimasto ferito a colpi di arma da fuoco nel corso di un raid avvenuto nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Per entrambi gli indagati, di 25 e 30 anni, è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere.

La decisione del gip e il trasferimento degli atti

Nel provvedimento, il gip abruzzese ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza in relazione ai reati di tentato omicidio e porto in luogo pubblico di arma da sparo, una pistola calibro 9. Contestualmente, il giudice ha dichiarato la propria incompetenza territoriale, disponendo il trasferimento degli atti all’autorità giudiziaria di Napoli, competente per i fatti oggetto dell’indagine.

L’aggressione armata davanti al locale

I fatti risalgono alla notte dello scorso 3 gennaio, quando davanti al pub di cui Gianluca Pisacane è titolare, nei Quartieri Spagnoli, si è verificata una violenta aggressione. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, una giovane donna, insieme ad altre due ragazze, avrebbe avuto un alterco all’interno del locale.

Le tre, secondo quanto emerso, si trovavano in stato di ebbrezza. Una di loro, conoscente del titolare, avrebbe litigato con una cameriera, costringendo Pisacane a intervenire. La reazione sarebbe stata giudicata veemente, tanto da indurre le giovani ad allontanarsi, meditando vendetta.

Il raid e i colpi di pistola

Poco dopo, la ragazza avrebbe chiesto l’intervento di alcuni parenti, in particolare del fratello e del cugino, che, accompagnati da altre tre persone, si sono presentati davanti al locale.

Dopo una breve schermaglia, il cugino della giovane avrebbe esploso alcuni colpi di pistola, ferendo Gianluca Pisacane alle gambe, mentre il fratello della ragazza avrebbe colpito il padre di Pisacane, presente sul posto insieme al figlio. La Squadra Mobile di Napoli è tuttora sulle tracce degli altri tre soggetti che avrebbero preso parte all’aggressione armata.

La fuga verso l’Abruzzo e l’incidente. Rintracciati ed arrestati

Subito dopo il raid, i due principali indagati si sono dati alla fuga, dirigendosi verso Pescara. Durante il viaggio, in Abruzzo, nella zona dell’Alto Sangro, l’automobile su cui viaggiavano è rimasta coinvolta in un incidente stradale, probabilmente a causa del ghiaccio presente sulla carreggiata. Nell’impatto uno dei due ha riportato la frattura dell’anca, l’altro la frattura di un piede. Nonostante le ferite, i due hanno abbandonato il veicolo e si sono allontanati a piedi per evitare di essere rintracciati.

Giunti a Montesilvano, ospiti di alcuni parenti, i due avrebbero evitato inizialmente di ricorrere alle cure mediche per non essere identificati. Gli investigatori della Squadra Mobile di Pescara, allertati dai colleghi napoletani circa la possibile presenza dei presunti aggressori in zona, hanno individuato rapidamente il contesto familiare che li ospitava. Il 6 gennaio i due giovani sono stati rintracciati, accompagnati in ospedale per le cure necessarie e successivamente arrestati.

Il quadro cautelare

A seguito dell’udienza di convalida, il gip di Pescara ha disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere, ritenendo attuali le esigenze cautelari. Il procedimento proseguirà ora davanti all’autorità giudiziaria di Napoli, cui sono stati trasmessi gli atti per gli ulteriori sviluppi dell’inchiesta.

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