Circumvesuviana, nuovi treni tra rinvii e penali: i primi treni in arrivo a giugno

Dopo anni di slittamenti e revisioni contrattuali, la fornitura dei 56 nuovi convogli per la Circumvesuviana entra in una fase decisiva, tra consegne annunciate, prove tecniche in corso e tensioni con il costruttore

La data è cerchiata in rosso negli uffici di Eav: giugno 2026. È il nuovo termine indicato per l’arrivo dei primi quindici treni destinati alla Circumvesuviana, compresi i tre già giunti a Napoli. L’intera fornitura di 56 nuovi convogli, invece, non sarà completata prima di settembre 2027, secondo l’ultimo cronoprogramma comunicato dal costruttore Stadler.

Una commessa lunga quasi dieci anni

La vicenda affonda le radici nel 2018, quando furono individuate le risorse per il rinnovo del parco rotabili. Due anni prima, nel 2016, Eav era sull’orlo del fallimento e venne salvata grazie all’intervento congiunto di Regione Campania e Governo, che in 24 mesi riuscirono ad appostare i fondi necessari per sostituire una flotta ormai allo stremo.
Nel 2019 parte la gara per 40 nuovi treni, aggiudicata il 26 settembre, ma l’iter si blocca a causa del ricorso del secondo classificato. Tra Tar e Consiglio di Stato, la procedura si chiude definitivamente solo nel 2021, in piena emergenza covid.

I contratti con Stadler e i continui rinvii

Il 21 maggio 2021 viene firmato il contratto con Stadler: il primo treno è previsto per aprile 2023, con consegne mensili a seguire. Nel 2022 arriva però un primo atto modificativo, motivato da pandemia e guerra in Ucraina, anche per la produzione di alcuni componenti assemblati in Bielorussia. Le consegne slittano così a settembre 2024, con completamento entro dicembre 2025.

Nel 2023, Eav sottoscrive un secondo accordo con Stadler per altri 16 convogli. Ma nel 2024 arriva un nuovo rinvio e, a fine novembre 2025, viene comunicato un ulteriore ritardo di sei mesi a causa dell’alluvione di Valencia, sede degli stabilimenti produttivi.

I primi convogli e le autorizzazioni di sicurezza

Nel frattempo, qualcosa si è mosso. Il primo treno è arrivato nell’officina di San Giovanni a Teduccio nel settembre 2024, mentre il secondo convoglio ha lasciato Valencia con arrivo a Napoli nel marzo 2025. Prima dell’entrata in servizio è però necessaria l’autorizzazione finale dell’Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, preceduta dalle prove in linea già in corso da alcune settimane.

Si tratta di treni prototipo, unici in Europa, con scartamento ridotto e sistema di sicurezza Etcs livello 2, lo stesso utilizzato sull’Alta Velocità.

Costi, penali e il fronte delle infrastrutture

Sul piano economico, Eav ha già versato 12 milioni di euro per il primo contratto e 21 milioni per il secondo, tra progettazione e anticipazioni. A fronte dei ritardi, l’azienda ha chiarito di non poter concedere ulteriori proroghe né modifiche ai pagamenti, avviando la procedura per l’applicazione delle penali e riservandosi azioni legali per il danno subito.

Parallelamente resta aperto il tema delle infrastrutture e delle stazioni. Nell’ultimo incontro tra il vicepresidente della Regione e assessore ai Trasporti Mario Casillo, Umberto De Gregorio e i dirigenti Eav, è emerso come, accanto ai ritardi sui treni, persistano stazioni impresenziate come Piano di Sorrento, Casalnuovo e Leopardi, con ricadute su sicurezza e assistenza all’utenza, mentre altre, come Piazza Garibaldi, attendono interventi di riqualificazione.

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