Il Savoia inciampa nell’Acireale e perde la testa della classifica. Al Giraud i bianchi non vanno oltre un pari per 2-2. Umbaca sbaglia il rigore della vittoria a tempo scaduto.
Una giornata assolata ma fredda e ventosa con un cielo azzurro intenso e un sole che scalda la pelle è la cornice meteo dello scontro odierno tra Savoia 1908 ed Acireale valido per la 19° giornata del campionato di serie D Girone I.
La cornice sportiva invece vede i bianchi, al primo posto della graduatoria in condominio con la Nuova Igea Virtus. I savoiardi sono attesi ad una prova di maturità per dare continuità alla bella vittoria esterna contro il Gela e cercare un allungo in vetta che potrebbe essere cruciale in questa fase del campionato.
Dal suo canto l’Acireale, che da meno di un mese ha cambiato la guida tecnica con Morelli che ha preso il posto di Pagana, chiede a questa partita punti pesanti per lasciare la zona pantanosa dei play out.
Entrambe le compagini sono consapevoli che, pur nella diversità degli obiettivi, oggi sarà una intensa battaglia emotiva e tattica, dove tensione, adrenalina e nervosismo si fonderanno creando una narrazione drammatica con picchi di intensità elevata.
Il Savoia fa del rendimento casalingo il suo punto di forza, avendo lasciato agli avversari solo due punti sui ventiquattro in palio. Sono ben 6 le vittorie per Catalano & co., 14 le reti fatte e 4 quelle al passivo.
Il rendimento esterno degli acesi è molto sincopato perché hanno raggranellato solo 7 punti in trasferta ma hanno messo a segno due vittorie corsare molto prestigiose realizzate con compagini di tutto rispetto come Milazzo e Nissa. Sono 8 le reti fatte e 13 quelle subìte.
L’Acireale si dispone con il 4-2-3-1, difesa affidata a Rechichi, centrocampo nei sapienti piedi di Cozza e attacco sul metro e novantasei di Ndiaye supportato sulla corsia mancina dall’estro di Semenzin, mentre sul versante di destra spazio a Mattia Gagliardi.
Mister Catalano dispone i suoi con il consolidato 3-4-2-1 e, rispetto alla vittoriosa trasferta di Gela, inserisce Carlini a sinistra e Sellaf in mediana per Pisacane, mentre in porta Sciammarella prende il posto di Di Lorenzo.
Primo tempo: pressing, errori e ribaltamento
Mister Morelli ha ben studiato l’avversario ed ha impostato sin da subito un efficace pressing alto portato con tanti effettivi, a disinnescare il palleggio basso dei torresi. La tattica dà ben presto i frutti sperati perché Il Savoia perde i riferimenti in costruzione e regala parecchi palloni sanguinosi agli acesi.
Il gol del vantaggio siciliano nasce proprio da una situazione del genere. Siamo al minuto 7 quando Sellaf, uno dei peggiori in campo, porta pericolosamente palla nella trequarti difensiva anziché preferire uno scarico veloce, e perde il pallone sul feroce pressing di Ndiaye che recupera la sfera e serve l’accorrente Gagliardi che converge e fa secco Sciammarella con una rasoiata alla sua sinistra.
Il vantaggio degli isolani resiste solo cinque minuti perché i bianchi si gettano in avanti sfruttando la buona vena del fantasista Guida, il quale ricama palle interessanti partendo dalla sinistra. La pressione della squadra oplontina sale e i palloni fioccano in area. Su azione da corner la palla, buttata in the box, danza pericolosamente nei pressi della linea sino a quando la zampata di Checa porta il Savoia sul pari.
L’inerzia della gara è ora tutta per i padroni di casa che sfruttano la velocità di Schivi a destra e la fantasia di Guida a sinistra. L’Acireale non riesce a tenere gli avversari lontano dalla porta e capitolano nuovamente su una clamorosa topica di Vitale che, nel goffo tentativo di allontanare un traversone, svirgola la sfera depositandola sul piede di Favetta a pochi centimetri dalla porta. Il centravanti scarta il regalo e deposita in rete.
Minuto 37 e Savoia in vantaggio.
Si chiude così la prima frazione, con i bianchi che hanno patito la tattica degli avversari ma hanno saputo trovare il bandolo della matassa per ribaltare le sorti del match.
Secondo tempo: calo fisico e pareggio dal dischetto
Nella ripresa mister Catalano estrae dalla gara uno spento Sellaf e gli preferisce l’estro di Fiasco che va a ridosso di Favetta mentre Meola scala in mediana.
I bianchi fanno ancora la gara, sperando di trovare maggiori spazi, visto che i siciliani si trovano costretti a rincorrere ma i granata hanno tanta forza fisica in mezzo al campo; soffrono ma non escono dalla partita.
Il Savoia sulla destra fa ottime cose con uno Schiavi in formato super ma vanificano sciaguratamente la bella costruzione con una finalizzazione deficitaria. Favetta riesce a sbagliare un gol fatto dall’interno dell’area piccola, spedendo oltre la trasversale una palla meravigliosa del solito Schiavi con un cross rasoterra sul quale era scritto “basta spingere”.
È il segnale che le cose stanno cambiando. Il Savoia cala vistosamente dal punto di vista fisico ed il mister non si accorge che i suoi stanno uscendo dalla contesa lasciando pericolosamente campo agli avversari. Palla in area per il colpo di testa di Ndiaye che prolunga la traiettoria intercettata dal braccio di Checa: rigore netto che viene trasformato da un glaciale Iuliano che spiazza Sciammarella.
Finale incandescente e classifica cortissima
Catalano cerca di modificare l’inerzia della gara e inserisce Umbaca e Reis per Guida e Favetta, in questo modo privando i suoi dell’estro del furetto torrese.
Nonostante il macigno gli oplontini ci provano con la forza dei nervi e hanno tre belle occasioni. La prima con Reis, la seconda con Umbaca che spreca una chance enorme.
Le emozioni non sono finite perché l’occasione più ghiotta capita al minuto 96. Tiro da fuori di Frasson, braccio in area e secondo penalty decretato dal signor Cafaro di Bra. Dal dischetto Umbaca calcia debolmente, Negri, eroe di giornata, salva i suoi.
Finisce così con i bianchi che scalano al secondo posto a meno due dalla Nuova Igea Virtus. Torneo apertissimo, classifica cortissima, margine di errore ridotto all’osso. Per i bianchi vietato sbagliare, a partire dalla trasferta di Paternò.
Salvatore Curcio










