Alle prime ore del 12 gennaio 2026, i carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a una misura cautelare nei confronti di otto persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata ai furti e alle estorsioni, nella modalità nota come “cavallo di ritorno”. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Nola su richiesta della Procura della Repubblica di Nola, ha disposto quattro custodie cautelari in carcere e quattro arresti domiciliari.
Le indagini coordinate dalla Procura di Nola
Le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Nola e condotte dai militari della sezione operativa dei carabinieri di Castello di Cisterna, hanno consentito di ricostruire l’operatività di un gruppo criminale strutturato, prevalentemente dedito al furto di autovetture con successiva pretesa estorsiva ai danni dei proprietari per ottenerne la restituzione. Secondo quanto accertato, il sodalizio avrebbe messo a segno 56 furti di autovetture, con sei episodi di cavallo di ritorno, di cui tre tentati e tre consumati.
I sequestri e gli arresti in flagranza
Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno proceduto all’arresto in flagranza di furto di quattro persone. Sono state inoltre rinvenute sette autovetture riciclate, sulle quali erano state applicate targhe clonate, elemento che ha permesso di ricostruire ulteriori fasi del sistema di riciclaggio dei veicoli rubati.
Gli accertamenti investigativi hanno portato anche all’individuazione di officine meccaniche compiacenti, ritenute dedite al riciclaggio e alla ricettazione di autovetture e di parti di esse. Le strutture avrebbero svolto un ruolo centrale nella filiera criminale, occupandosi della modifica dei veicoli rubati e della loro reintroduzione sul mercato illecito.
I furti presso gli ospedali a persone ricoverate
Molte delle autovetture rubate erano parcheggiate nei pressi dell’ospedale di Nola e di una clinica medica di Ottaviano. I veicoli appartenevano, in numerosi casi, a persone sottoposte a lunghe cure mediche, elemento emerso nel corso delle indagini e ricostruito dagli investigatori nell’ambito dei singoli episodi contestati.










