Un’altra sparatoria colpisce Ponticelli. Martedì 13 gennaio, tra le ore 19 e le 21, un ragazzo di 23 anni, Roberto N., è stato raggiunto da un proiettile mentre si trovava in strada in compagnia di un’amica. Il giovane ha subito una ferita al polpaccio destro, fuoriuscita senza provocare danni gravi, e dopo essere stato medicato al pronto soccorso della Clinica Villa Betania, è potuto tornare a casa.
Il racconto del ferito
Secondo quanto riferito dal ragazzo, il ferimento è avvenuto in viale Califano, dove stava passeggiando con una ragazza quando ha percepito il rumore di uno sparo seguito da un bruciore intenso alla gamba. Il 23enne ha raccontato l’accaduto agli investigatori, ma al momento non sono emersi elementi concreti per ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione.
Intervento delle forze dell’ordine
Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’Ufficio di Prevenzione Generale della Questura di Napoli, supportati dai carabinieri, per avviare le indagini. Gli investigatori hanno effettuato rilievi, raccolto testimonianze e avviato esami balistici. Non è esclusa l’acquisizione di riprese video da telecamere di sorveglianza presenti nell’area per chiarire la sequenza dei fatti.
Il contesto criminale
La zona di Ponticelli resta uno dei teatri principali di regolamenti di conti tra clan rivali. La vittima sarebbe, secondo fonti investigative, vicina al clan De Micco, in contrasto con la cosca De Luca Bossa-Minichini. Gli inquirenti temono che l’episodio possa innescare una nuova escalation di violenza, confermando la tensione costante tra le organizzazioni criminali attive nel quartiere.
Situazione del ferito e sviluppi investigativi
Fortunatamente, le condizioni del giovane non risultano gravi: il proiettile ha colpito il polpaccio destro senza lesionare strutture importanti. Il ragazzo è stato medicato e dimesso in serata. Le indagini proseguono a ritmo serrato: la polizia sta verificando ogni possibile elemento utile a identificare autori e movente, compresa la raccolta di testimonianze e immagini che possano ricostruire l’agguato.









