Giovedì 22, alle ore 11, nel salone principale dell’Emeroteca/Biblioteca Tucci al secondo piano del Palazzo delle Poste in Piazza Matteotti, presentazione del pamphlet Memoria di Carta del giornalista Lino Zaccaria.
Il volumetto 79 pagine, sei euro, editore Giannini racconta in breve la storia della casa dei giornalisti a Napoli, nata nel 1907 come sala stampa di inviati e corrispondenti dei maggiori quotidiani e periodici italiani e stranieri.
Il ruolo dell’Emeroteca/Biblioteca Tucci
L’Emeroteca/Biblioteca, frequentata da studenti per le tesi di laurea, scrittori e ricercatori, dal 1970 è governata con ammirevole impegno dal giornalista Salvatore Maffei Presidente del Sindacato Corrispondenti. Il patrimonio di questa nobile ed elegante istituzione, è costituita da quadri e sculture di autori, libri da un incunabolo del 1479 a volumi di giudiziaria, giornalistica e collezioni di carta stampata. Non poteva mancare a cura dell’Emeroteca un volume su Matilde Serao, la prima donna aver fondato e diretto un quotidiano, Il Corriere di Roma, esperienza successivamente ripetuta con Il Mattino di Napoli e Il Giorno.
Le sedi storiche e la nascita dell’Emeroteca Tucci
Vanto delle Poste Italiane ospitare per oltre un secolo i rappresentanti della stampa. Prima nei locali di Palazzo Orsini di Gravina, attuale sede della Facoltà di Architettura, dove i giornalisti lavoravano, avendo a disposizione telefoni e telegrafo e dal 1936 nell’edificio PT di Piazza Matteotti, dove oltre la Sala Stampa con tavoli e telescriventi si è sviluppata una ricca raccolta di giornali iniziata dal Vincenzo Tucci corrispondente del Secolo d’Italia. Inviati e corrispondenti avendo necessità di conoscere notizie precedenti sulla città, iniziarono a conservare pezzi di giornali e Tucci ne fu il coordinatore al quale è stata intestata l’Emeroteca.
Le difficoltà economiche
Come ogni organizzazione privata naviga in grosse difficoltà economiche. Gli enti che prima contribuivano a mantenere viva e operativa una istituzione che conta pubblicazioni che non ha neanche la biblioteca di Firenze, nel tempo sono venuti meno Enti, sponsor e la prestigiosa fondazione si vede costretta a ridurre eventi, aperti alla città.
M. C.










