Torre Annunziata, stangata giudiziaria sul “Quarto sistema”: 195 anni di carcere complessivi

Una condanna complessiva a 195 anni di carcere segna l’esito del processo sul cosiddetto “Quarto sistema”, al termine di un procedimento seguito con grande attenzione per la gravità delle contestazioni. Il gip Giovanniello ha pronunciato una sentenza che ridisegna responsabilità e ruoli, confermando l’impianto accusatorio su estorsioni e traffico di stupefacenti, ma disponendo una assoluzione piena per l’episodio più grave contestato: il tentato omicidio di Giuseppe Carpentieri, genero di Valentino Gionta.

L’attentato, risalente al maggio 2020 e attribuito al clan del Penniniello, era uno dei capitoli centrali dell’inchiesta. Proprio su questo punto, però, il giudice ha ritenuto che le responsabilità contestate non fossero provate.

La decisione del gip incide in maniera determinante sul segmento più drammatico del processo. In particolare, Domenico Balzano, tra le posizioni più pesanti dell’intero procedimento, è stato assolto dall’accusa di essere il mandante del tentato omicidio di Giuseppe Carpentieri, con la formula «per non aver commesso il fatto».

Balzano, difeso dall’avvocato Ciro Ottobre, resta comunque destinatario di una condanna complessiva a 21 anni e 4 mesi di reclusione per estorsione, a conferma della tenuta dell’impianto accusatorio su altri capi di imputazione.

Il capitolo delle estorsioni si chiude con pene severe per numerosi imputati. Tra queste spiccano:

  • Luca Cherillo, condannato a 22 anni e 2 mesi per estorsione e intestazione fittizia o trasferimento fraudolento di valori;
  • Pasquale Cherillo, condannato a 20 anni per estorsione;
  • Giuseppe Agnello, condannato a 10 anni;
  • Giuseppe “Pinuccio” Carpentieri, condannato a 12 anni;
  • Giuseppe Montemurro, condannato a 9 anni e 4 mesi;
  • Alfredo Della Grotta, condannato a 10 anni, con esclusioni o rimodulazioni di aggravanti.

Nel perimetro delle estorsioni rientrano anche le condanne di Michele Colonia, a 12 anni, e di Luigi Guida, a 8 anni, mentre per Filippo Gallo la pena è stata fissata in 8 mesi con sospensione.

Ampio e articolato il capitolo relativo al traffico di stupefacenti, che vede numerose condanne detentive e aggravanti riconosciute. Tra le posizioni principali:

  • Salvatore Gallo, condannato a 12 anni, con recidiva e aggravante del contesto mafioso;
  • Salvatore Abbellito, 10 anni;
  • Gennaro Battipaglia Gallo, 10 anni;
  • Giuseppe Colonia, 10 anni;
  • Francesco Pallonetto, 10 anni e 8 mesi;
  • Carmine De Rosa, 8 anni e 8 mesi;
  • Vincenzo Visiello, 8 anni.

Le condanne confermano, secondo il giudice, la solidità dell’impianto accusatorio su questo fronte dell’inchiesta.

Oltre alle pene detentive, il gip ha disposto per gli imputati il pagamento delle spese processuali e ha stabilito una multa complessiva pari a 362mila euro, a carico dei condannati.

Il quadro complessivo che emerge dalla sentenza è definito: raffica di condanne dove le accuse di estorsione e traffico di droga sono state ritenute provate, assoluzione invece per il presunto agguato a Giuseppe Carpentieri, segnando una linea di confine precisa tra i capi di imputazione confermati e quelli caduti in aula.

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