Corruzione e concussione, chiesto l’arresto del consigliere regionale Giovanni Zannini

La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, ha avanzato richiesta di arresto nei confronti del consigliere della Regione Campania Giovanni Zannini, esponente di Forza Italia, indagato per i reati di corruzione e concussione. L’indagine è coordinata dall’ufficio inquirente guidato dal procuratore Pierpaolo Bruni e rappresenta il primo passaggio formale verso l’eventuale applicazione di misure cautelari.

Le misure richieste per gli imprenditori Griffo

Nell’ambito della stessa inchiesta, la Procura ha chiesto la misura del divieto di dimora per gli imprenditori di Castel Volturno Paolo e Luigi Griffo, padre e figlio, titolari della Spinosa Spa, azienda specializzata nella produzione di mozzarella di bufala campana Dop e dei suoi derivati. Le posizioni dei due imprenditori sono ritenute centrali nella contestazione del reato di corruzione.

L’ipotesi di corruzione legata all’impianto di mozzarella

Secondo gli inquirenti, il reato di corruzione si sarebbe concretizzato in relazione a un intervento richiesto a Giovanni Zannini da parte di Paolo e Luigi Griffo, intenzionati a realizzare un impianto per la produzione di mozzarella. Il progetto avrebbe incontrato problematiche di carattere amministrativo con la Regione Campania. In qualità di presidente della Commissione Ambiente, Zannini si sarebbe impegnato a intervenire presso gli uffici regionali competenti, ricevendo in cambio una gita su un lussuoso yacht, ritenuta dagli inquirenti l’utilità corruttiva.

La contestazione di concussione e il ruolo di Enzo Iodice

La contestazione relativa alla concussione individua come persona offesa Enzo Iodice, dirigente dell’Asl ed ex direttore sanitario, già sindaco di Santa Maria Capua Vetere ed ex segretario provinciale del Partito Democratico. Iodice si era candidato in una delle liste a sostegno di Roberto Fico alle recenti elezioni regionali. Per l’accusa, Zannini avrebbe costretto Iodice a lasciare l’incarico di direttore sanitario, circostanza avvenuta nel settembre 2023, poiché il dirigente non avrebbe voluto assecondare richieste relative ad alcune nomine.

Il contesto politico e la precedente consiliatura

I fatti contestati risalgono alla precedente consiliatura regionale, periodo in cui Giovanni Zannini, politico di Mondragone, ricopriva il ruolo di presidente della Commissione Ambiente della Regione Campania ed era componente della maggioranza di centro-sinistra guidata dal presidente Vincenzo De Luca. Alle ultime elezioni regionali, Zannini si è candidato ed è stato eletto nelle liste di Forza Italia.

L’inchiesta e le perquisizioni dell’ottobre 2024

Il primo passaggio dell’indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere risale all’ottobre 2024, quando i carabinieri eseguirono una serie di perquisizioni. Nell’inchiesta figurano anche altri indagati, tra cui Antonio Postiglione, all’epoca dei fatti dirigente di vertice della sanità in Campania, per i quali non sono state al momento richieste misure cautelari.

La decisione del giudice e l’interrogatorio del 4 febbraio

Come previsto dalla Legge Nordio, la decisione sull’eventuale applicazione delle misure cautelari spetterà al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che si pronuncerà dopo l’interrogatorio degli indagati, fissato per il 4 febbraio prossimo.

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