Il Comune di Torre del Greco riconosce ufficialmente lo Stato della Palestina. A renderlo noto è il sindaco Luigi Mennella, che ha indirizzato una missiva ai vertici del Governo italiano per dare seguito alla posizione assunta dal consiglio comunale, il quale nella seduta dello scorso 29 luglio ha approvato uno specifico ordine del giorno, presentato dai consiglieri Mirko Gallo e Vittorio Guarino.
Nel documento, il primo cittadino sottolinea come, “con voto democratico e all’unanimità dei presenti”, il consiglio abbia manifestato “la volontà inequivocabile di sostenere i valori fondamentali di pace, dialogo e rispetto dei diritti dei popoli che da sempre animano la nostra comunità”.
“Torre del Greco, città solidale e aperta al confronto – si legge ancora nella lettera – ribadisce l’importanza di una soluzione politica basata sul reciproco riconoscimento, sulla coesistenza pacifica e sul rispetto delle risoluzioni internazionali. Esprimiamo la nostra vicinanza alle popolazioni coinvolte nel conflitto e rinnoviamo l’appello alla comunità internazionale affinché si impegni con determinazione per favorire percorsi diplomatici, umanitari e di cooperazione che conducano a una pace giusta e duratura”.
Con questo atto, definito “simbolico ma significativo”, l’amministrazione comunale intende riaffermare “la centralità dei valori universali di dignità umana, libertà e autodeterminazione”, impegnandosi a promuovere iniziative di sensibilizzazione e confronto affinché il tema della pace resti al centro del dibattito pubblico e della coscienza civica.
Parallelamente, il sindaco Luigi Mennella ha firmato una seconda lettera, indirizzata alla presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, nella quale esprime “forte preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria in corso nella Striscia di Gaza” e chiede “un atto di responsabilità politica e morale da parte del Governo italiano”.
Nel dettaglio, a nome dell’amministrazione comunale, il primo cittadino sollecita “l’interruzione immediata del memorandum d’intesa tra Italia e Israele”, il cui rinnovo è previsto per aprile 2026, e che riguarda principalmente lo scambio di armamenti, equipaggiamenti militari e programmi di addestramento. “La prosecuzione di tale accordo – si legge – in un contesto di conflitto aperto che sta causando un numero incalcolabile di vittime civili, risulta incompatibile con i principi costituzionali e con gli obblighi internazionali dell’Italia in materia di pace, diritti umani e diritto umanitario”.
Tra le richieste avanzate anche una “chiara e pubblica presa di posizione del Governo italiano a favore di un cessate il fuoco immediato e duraturo”, il sostegno alle iniziative diplomatiche internazionali e “l’impegno concreto per la creazione di corridoi umanitari sicuri”, in grado di garantire l’ingresso di aiuti, medicinali e beni di prima necessità nella Striscia di Gaza attraverso modalità civili, neutrali e rispettose dei principi di umanità, imparzialità e indipendenza.
“Essere stato promotore di questo ordine del giorno – dichiara il consigliere Mirko Gallo – rende orgoglioso me e la mia città per la posizione chiara che l’amministrazione ha assunto su questa assurda guerra. Siamo il primo Comune ad aver scelto di intraprendere un’azione diretta nei confronti del Governo Meloni, chiedendo formalmente l’interruzione del memorandum d’intesa tra Italia e Israele. È un atto di giustizia e dignità morale che dobbiamo soprattutto alle tante famiglie palestinesi che continuano a soffrire sotto i bombardamenti e nell’indifferenza generale”.









