I finanzieri del Nucleo speciale di Polizia Valutaria, con il supporto del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura partenopea, nei confronti di cinque persone indagate, a vario titolo, per emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio. Tra i destinatari del provvedimento figurano anche un carabiniere e un agente della Polizia locale di Napoli.
Contestualmente sono state eseguite 14 perquisizioni in abitazioni e attività commerciali dislocate in diverse zone della Campania, con il supporto di unità cinofile della Guardia di Finanza. Le operazioni hanno portato al sequestro di 230mila euro in contanti, parte dei quali occultati all’interno degli immobili ispezionati.
Le indagini hanno consentito di smascherare una complessa truffa fiscale, realizzata attraverso una società “schermo”, solo formalmente operativa nel settore del commercio di materiale ferroso. Il sistema illecito si basava sul meccanismo dell’“underground banking”, che permette il trasferimento di denaro al di fuori dei circuiti bancari ufficiali.
In particolare, venivano emesse fatture per operazioni inesistenti per un valore nominale complessivo di circa 60 milioni di euro, seguite da bonifici bancari che venivano immediatamente trasferiti su conti correnti esteri. I fondi venivano poi fatti rientrare in Italia sotto forma di denaro contante, al netto di una commissione trattenuta dagli organizzatori del sistema.
La società che necessitava di liquidità effettuava i bonifici alla società cartiera utilizzando le fatture false; le somme così ottenute venivano successivamente dirottate verso conti correnti localizzati in Belgio, Germania, Lussemburgo, Bulgaria e Olanda. Infine, il denaro veniva restituito alle società utilizzatrici attraverso la consegna diretta di contanti, completando il circuito di riciclaggio.









