Il Napoli spreca una vittoria preziosa a Copenaghen e torna dall’Europa con un pareggio che pesa enormemente sul cammino in Champions League. L’1-1 del Parken Stadium certifica una serata divisa in due: primo tempo autorevole, chiuso in vantaggio e con l’uomo in più, e ripresa sotto tono, conclusa con un pareggio subito nonostante la superiorità numerica. Un risultato che lascia gli azzurri a quota otto punti, al limite della zona eliminazione, costringendoli a giocarsi tutto nell’ultimo turno casalingo contro il Chelsea.
Un primo tempo dominante e il vantaggio azzurro
La squadra di Antonio Conte, ancora una volta alle prese con una rosa ridotta e continui infortuni, approccia la gara nel modo giusto. Il Napoli controlla il gioco, mantiene il possesso e costruisce occasioni, mostrando autorità contro un avversario che prova a resistere. La svolta arriva al 35’, quando Delaney entra in ritardo con la gamba alta sul ginocchio di Lobotka: l’arbitro bosniaco Peljto, dopo il check Var, estrae il rosso diretto, lasciando il Copenaghen in dieci uomini.
Sei minuti più tardi, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Elmas, arriva il gol che sembra indirizzare la partita: McTominay svetta più in alto di tutti e firma l’1-0, la sua nona rete stagionale in 30 presenze. Un vantaggio meritato, che premia un primo tempo di qualità e intensità.
Vergara, la risposta del vivaio
Nel primo tempo si mette in evidenza anche Antonio Vergara, schierato titolare da Conte al debutto assoluto in Champions League. Il giovane attaccante si propone con personalità, va al tiro e dimostra di poter reggere il palcoscenico europeo. Il ragazzo di Frattaminore, con la sua faccia pulita e la voglia di emergere, risponde presente alla chance concessa dal tecnico, confermando le sensazioni positive già emerse in campionato. “Porto in campo la fame e la napoletanità”, parole che raccontano il suo approccio e che trovano riscontro nella prestazione.
Ripresa in calo e segnali di stanchezza
Nella seconda frazione, però, il Napoli cambia volto. La squadra appare meno brillante, abbassa il ritmo e concede campo a un Copenaghen che, nonostante l’inferiorità numerica, trova il coraggio di alzare il baricentro.
Pesano le poche energie, figlie di un calendario serrato che costringe gli azzurri a giocare ogni tre giorni, e iniziano a emergere i limiti di alcuni elementi apparsi irriconoscibili rispetto alla scorsa stagione. Vergara esce all’inizio del secondo tempo, una scelta che appare precoce e legata alla necessità di gestire le forze in vista dei successivi impegni.
Il rigore e la beffa del pareggio
Il campanello d’allarme suona al 61’, quando Madsen, su corner e torre di Hatzidiakos, conclude da pochi passi trovando la risposta di Milinkovic-Savic. È il preludio al pareggio.
Al 69’ Buongiorno commette fallo su Elyounoussi e concede un calcio di rigore. Larsson si presenta dal dischetto: Milinkovic-Savic para, ma sulla ribattuta lo svedese è il più rapido e deposita in rete l’1-1. Un episodio che fotografa la serata del Napoli, capace di costruire ma non di chiudere.
Le mosse di Conte e il finale amaro
Conte prova a cambiare l’inerzia della gara schierando contemporaneamente Hojlund, Lucca e Ambrosino, quest’ultimo all’esordio europeo. Una mossa d’emergenza, dettata dalla necessità e dall’impossibilità di rischiare Lukaku, clinicamente recuperato ma fermo da mesi. Il forcing finale produce occasioni, ma non il gol vittoria. Lucca, in particolare, spreca al 90’ una chance clamorosa da due passi, mandando la palla sopra la traversa dopo un batti e ribatti in area.
Il pareggio di Copenaghen chiude nel modo peggiore anche la quarta missione esterna in Champions League: un solo punto conquistato dopo tre sconfitte. Un bilancio che complica il cammino europeo e impone ora un solo risultato nella sfida decisiva contro il Chelsea. Senza un successo al Maradona, il viaggio europeo del Napoli rischia di interrompersi anzitempo.
Le voci: rabbia, autocritica e consapevolezza
Nel dopopartita emerge con forza la delusione nello spogliatoio azzurro. Scott McTominay, autore del gol del vantaggio, non nasconde l’amarezza per un’occasione sprecata: «Nel primo tempo abbiamo fatto quello che dovevamo fare, eravamo intensi, aggressivi, abbiamo controllato la partita e segnato. Nella ripresa, però, non siamo riusciti a dare continuità, anche giocando in superiorità numerica. In Champions questi dettagli si pagano». Il centrocampista scozzese insiste sull’aspetto mentale: «Quando vai in vantaggio e hai l’uomo in più devi essere più lucido, devi chiudere la partita. Non lo abbiamo fatto e il pareggio ci lascia tanta rabbia». McTominay parla anche della condizione del gruppo: «Giochiamo ogni tre giorni, ci sono tanti infortuni, ma questo non può essere un alibi. Dobbiamo trovare energie anche nei momenti difficili».
Sulla stessa linea il capitano Giovanni Di Lorenzo, che richiama la squadra alle proprie responsabilità: «È un pareggio che fa male, perché per come si era messa la partita dovevamo portare a casa i tre punti. Nel primo tempo siamo stati superiori, poi abbiamo abbassato troppo il ritmo e abbiamo concesso campo al Copenaghen». L’esterno azzurro sottolinea l’errore collettivo nella gestione della ripresa: «In Europa non puoi permetterti di gestire senza giocare. Anche in dieci, loro sono rimasti in partita e al primo episodio ci hanno punito». Di Lorenzo guarda già avanti, ma senza nascondere la difficoltà del momento: «Ora dobbiamo restare uniti, tenere la testa alta e pensare al campionato. Sappiamo che ci aspettano partite durissime e che servono risposte immediate».
Conte tra realismo e richiesta di resistenza
Antonio Conte analizza la gara partendo da un dato oggettivo: il Napoli ha sprecato una grande occasione. L’allenatore riconosce la qualità del primo tempo, ma non nasconde i limiti emersi nella ripresa: «Abbiamo fatto un ottimo primo tempo, poi siamo calati. Quando giochi così tante partite ravvicinate, con una rosa ridotta, il rischio è perdere intensità e lucidità». Conte fa riferimento ai numerosi infortuni e alla condizione fisica della squadra: «Siamo in emergenza, lo sappiamo, ma dobbiamo comunque imparare a gestire meglio certe situazioni. Giocare un’ora in superiorità numerica e non vincere significa che qualcosa è mancato».
Il tecnico difende alcune scelte, compresa la gestione dei cambi e l’uscita anticipata di Vergara: «Ho dovuto pensare anche alle prossime partite. Con questo gruppo non possiamo permetterci di andare oltre certi limiti fisici». Sul finale, Conte ribadisce il concetto già trasmesso allo spogliatoio: «Dobbiamo tenere botta. Restare agganciati, resistere in questo momento complicato e poi giocarcela quando recupereremo uomini ed energie». Un messaggio che si estende anche al futuro immediato: «Servirà l’aiuto di tutti, anche del mercato, perché così siamo corti. Ma ora testa alla Juve e poi al Chelsea: il nostro cammino passa da lì».
Ora testa al campionato e al mercato
Archiviata la delusione europea, il Napoli deve subito rituffarsi nel campionato. Domenica la trasferta di Torino contro la Juventus, con gli azzurri che scenderanno in campo già conoscendo il risultato dell’Inter, impegnata due giorni prima a San Siro contro il Pisa. Un contesto che può aumentare il carico psicologico, ma che impone di restare agganciati alla vetta.
Intanto dal club filtra la consapevolezza che servano rinforzi: il direttore sportivo Manna è chiaro, “cercheremo di allargare la rosa perché siamo corti”. Il tempo stringe, in Europa e in campionato.
I numeri della gara: il Tabellino
COPENAGHEN (4-4-2): Kotarski 7; Meling 6.5 (36′ st Garananga sv), Pereira 6.5, Suzuki 7, Lopez 6; Elyounoussi 7, Madsen 5.5 (36′ st Claesson sv), Delaney 4, Achouri 6 (18′ st Larsson 6.5); Dadason 6 (36′ pt Hatzidiakos 6.5), Cornelius 6 (18′ st Clem 6). Allenatore: Neestrup 7.
NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic 6.5; Di Lorenzo 6.5, Buongiorno 5, Juan Jesus 6; Spinazzola 6 (18′ st Olivera 6), Lobotka 6, McTominay 7, Gutierrez 5.5 (30′ st Ambrosino sv); Vergara 6 (18′ st Lang 6), Elmas 6 (35′ st Lucca sv); Hojlund 5.5. Allenatore: Conte 5.5.
ARBITRO: Peljto (BIH) 6.
RETI: 39′ pt McTominay, 27′ st Larsson.
NOTE: Serata serena, terreno in buone condizioni. Espulso Delaney al 35′ pt. Al 27′ st Milinkovic-Savic para un rigore a Larsson. Angoli: 1-11. Recupero: 4′ pt, 6′ st.
Pasquale Cirillo









