Un totale di circa due secoli e mezzo di carcere è stato richiesto per i ventidue imputati che hanno scelto il rito abbreviato nell’ambito dell’inchiesta che, un anno fa, ha svelato un imponente giro d’affari illecito tra Somma Vesuviana e Sant’Anastasia. Alla sbarra capi e gregari di un sistema criminale ritenuto riconducibile ai Mazzarella, storica cosca napoletana, e articolato operativamente attraverso i gruppi Di Bernardo e Anastasio, referenti nell’area vesuviana.
Le accuse e la requisitoria della Procura
Le contestazioni, a vario titolo, spaziano dall’associazione di tipo camorristico al traffico di stupefacenti, dal racket alla detenzione e circolazione di armi. Le richieste di condanna sono state avanzate dal pm Giuseppe Visone nel corso di una dura requisitoria, durante la quale il magistrato ha ricostruito l’intero impianto accusatorio nei confronti degli appartenenti alle tre cosche coinvolte. Il processo è in corso davanti ai giudici del Tribunale di Napoli.
Il ruolo del boss Michele Mazzarella
Secondo quanto ricostruito dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che ha coordinato le indagini insieme ai Carabinieri di Castello di Cisterna, al centro del sistema criminale vi sarebbe la figura del boss Michele Mazzarella, detto “’o fenomeno”, ritenuto il regista di un vasto giro d’affari legato soprattutto allo spaccio di droga. Nonostante fosse detenuto nel carcere di Siracusa, il capoclan avrebbe continuato a impartire ordini e a mantenere il controllo dell’organizzazione.
I gruppi satelliti: De Bernardo e Anastasio
La struttura criminale si sarebbe retta su due articolazioni operative, considerate complementari ma riconducibili a un’unica regia. Da un lato il gruppo guidato da Rosario De Bernardo, fratello di Vincenzo De Bernardo, detto “’o pisello”, ucciso in un agguato di camorra nel novembre 2015. Dall’altro, il gruppo facente capo a Raffaele Anastasio, attivo principalmente nei territori di Somma Vesuviana e Sant’Anastasia.
Spaccio di droga e gestione delle piazze
Secondo la tesi dell’accusa, il gruppo De Bernardo, operativo soprattutto a Somma Vesuviana, avrebbe rappresentato il motore del traffico di stupefacenti, gestendo diverse piazze di spaccio e disponendo di uomini, mezzi e armi. Le indagini si sono concentrate in particolare sul giro di droga con epicentro nel Parco Fiordaliso di via San Sossio, individuato come punto nevralgico delle attività illecite.
Estorsioni e racket a Sant’Anastasia
L’organizzazione Anastasio, invece, avrebbe concentrato le proprie attività sul territorio di Sant’Anastasia, mettendo in atto una serie di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti locali. Nel mirino del racket sarebbero finite in particolare tre società operanti nei settori delle energie rinnovabili, dell’autonoleggio e delle onoranze funebri, costrette a subire pressioni e richieste di denaro.
Intercettazioni e rivelazioni al centro del processo
A fondamento del procedimento giudiziario vi è una fitta rete di intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a rivelazioni emerse nel corso delle indagini, anche da parte degli stessi imputati. Le attività investigative, sviluppate soprattutto nel corso del 2024, hanno consentito di ricostruire un sistema criminale strutturato e rodato, capace di operare su più territori e settori illeciti.
Le richieste di condanna davanti al gip
Davanti al gip Chiara Bardi, il pm Giuseppe Visone ha formulato richieste di condanna per un totale di circa 250 anni di carcere nei confronti dei 22 imputati giudicati con rito abbreviato. Nel dettaglio, le pene richieste sono:
- Raffaele Anastasio, 9 anni di carcere
- Fabio Annunziata, 18 anni
- Antonio Baia, 8 anni
- Antonio Barra, 10 anni e 8 mesi
- Rosa Bova, 12 anni
- Ferdinando Buonocore, 8 anni
- Luigi Ciliberti, 8 anni
- Fabio Civita, 12 anni
- Clemente Correale, 13 anni e 4 mesi
- Enzo Cuozzo, 5 anni e 4 mesi
- Roberto De Bernardo, 8 anni
- Rosario De Bernardo, 18 anni e 8 mesi
- Salvatore Di Caprio, 18 anni
- Clemente Di Cicco, 8 anni
- Salvatore Esposito, 12 anni
- Alessandro Lanzone, 6 anni e 6 mesi
- Salvatore Lanzone, 7 anni e 10 mesi
- Carmine Martiniello, 12 anni
- Michele Mazzarella, 18 anni
- Antonio Menna, 8 anni
- Carmela Miranda, 18 anni e 4 mesi
- Francesco Scurti, 9 anni









