All’Allianz Stadium va in scena una di quelle notti che pesano più dei tre punti. Juventus-Napoli non è soltanto un big match di campionato, ma una prova del nove per entrambe, tra rivalità, grandi ex e panchine che raccontano storie incrociate. Il 3-0 con cui i bianconeri si impongono non solo rilancia la squadra di Spalletti dopo lo scivolone di Cagliari, ma la riporta a una sola lunghezza dai partenopei, ridisegnando in profondità gli equilibri della classifica. Per il Napoli, invece, è una serata che amplifica difficoltà e interrogativi, aggravata da un’emergenza infortuni sempre più pesante.

Il contesto rende il risultato ancora più significativo. Cinquanta giorni prima, al Maradona, era stato il Napoli a imporsi con un 2-0 che profumava di vetta e certezze. A Torino, poco meno di due mesi dopo, lo scenario si ribalta. L’atmosfera dello Stadium è quella delle grandi occasioni, la Juventus entra in campo con aggressività e pressione alta, mentre Conte è costretto a fare i conti con nuove assenze, tra cui lo stop dell’ultimo momento di Milinkovic-Savic, che spalanca di nuovo le porte a Meret dopo quattro mesi di inattività. In panchina trovano spazio subito Giovane, appena arrivato dal Verona, e Lukaku, ancora lontano dalla migliore condizione.

Il verdetto finale racconta di una Juventus convincente, matura e feroce nei duelli, capace di colpire nei momenti decisivi e di sfruttare le fragilità di un Napoli corto, stanco e costretto a inseguire. Un successo che pesa, perché arriva in uno scontro diretto e perché rischia di segnare un punto di svolta: per i bianconeri, che ritrovano slancio e fiducia; per i campioni d’Italia, chiamati ora a fare i conti con una realtà improvvisamente più complessa.

Avvio feroce dei bianconeri e Napoli schiacciato

La Juventus entra in campo con intensità e aggressività, imponendo subito ritmo e fisicità. Il Napoli arretra, fatica a respirare e viene costretto sin dalle prime battute nella propria metà campo. Al 12’ Conceição prova a sorprendere Meret con un tiro-cross velenoso, poi è Thuram a far tremare la porta colpendo il palo con un tiro a giro che certifica il predominio bianconero.

I campani, già martoriati dagli infortuni e privi anche di Milinkovic-Savic, fermato da un risentimento muscolare, soffrono soprattutto in mezzo al campo. Lì dove la Juventus costruisce il proprio vantaggio: Thuram domina, Locatelli orchestra con lucidità e costringe McTominay e Lobotka a un lavoro difensivo continuo e dispendioso. Il Napoli produce pochissimo: l’unico tiro nello specchio del primo tempo è di Vergara, servito da Hojlund, con Di Gregorio sempre attento.

Locatelli inventa, David colpisce

Il gol che rompe l’equilibrio arriva al 21’ ed è la sintesi della serata. Locatelli legge il movimento, verticalizza con precisione e manda David a tu per tu con Meret. L’attaccante vince il corpo a corpo con Spinazzola e deposita in rete l’1-0. È un vantaggio meritato che libera ulteriormente la Juventus.

La reazione del Napoli non si vede. Anzi, i bianconeri sfiorano immediatamente il raddoppio: Yildiz accelera, serve Conceição che supera Meret con un pallonetto elegante, ma trova il salvataggio disperato di Buongiorno sulla linea. Il primo tempo scivola via con la sensazione di una partita già indirizzata.

Una ripresa più sporca ma senza svolta azzurra

Dopo l’intervallo la Juventus abbassa leggermente il volume dell’intensità, consentendo al Napoli di gestire più palloni e di affacciarsi con maggiore continuità nella trequarti avversaria. La gara diventa più spezzettata, aumentano i contrasti e il ritmo cala.

Gli azzurri provano a sfruttare qualche spazio, ma senza precisione. L’occasione più nitida capita sui piedi di Hojlund che, dal centro dell’area, non inquadra la porta dopo un’azione confusa. È però un episodio isolato, perché la Juventus, pur meno brillante rispetto al primo tempo, non concede vere occasioni e mantiene il controllo emotivo del match.

Le mosse dalla panchina che chiudono la partita

Conte tenta di cambiare l’inerzia inserendo Giovane, appena arrivato dall’Hellas Verona, ma è la mossa di Spalletti a risultare decisiva. L’ingresso di Miretti per David cambia il volto della gara: al primo pallone toccato, il centrocampista approfitta di un errore in costruzione di Juan Jesus e lancia Yildiz, che davanti a Meret è implacabile per il 2-0.

Il Napoli a quel punto si scopre e prova il tutto per tutto. Dentro anche Lukaku, al rientro ma ancora lontano dalla miglior condizione, accanto a Hojlund. Lo sforzo, però, è sterile. La Juventus chiude definitivamente i conti con una rasoiata da fuori area di Kostic, subentrato dalla panchina, che vale il 3-0 e fa scattare con anticipo la festa bianconera.

Napoli, notte buia e obiettivi da ripensare

Il verdetto dell’Allianz Stadium è pesante. Il Napoli esce tramortito, schiacciato da una prova di forza della Juventus e dalle proprie difficoltà strutturali. Il distacco dall’Inter capolista sale a nove punti, mentre la classifica obbliga ora gli azzurri a guardarsi alle spalle e a concentrarsi sulla lotta per il quarto posto.

Il rientro di Lukaku rappresenta l’unica nota positiva di una serata amara, ma l’impressione è quella di una squadra scarica, corta nelle rotazioni e colpita nel morale. All’orizzonte c’è la sfida decisiva di Champions League contro il Chelsea, che arriva nel momento forse più complicato della stagione.

Torino, più che una semplice sconfitta, segna un confine. Per la Juventus è rilancio e slancio europeo. Per il Napoli è la fine delle illusioni di vertice e l’inizio di una corsa tutta in salita, tra emergenze, pressione e la necessità di ritrovare certezze.

I numeri della gara: il Tabellino

JUVENTUS (4-3-3): Di Gregorio 6; Kalulu 6, Bremer 6.5, Kelly 6, Cambiaso 5 (15′ st Kostic 6.5); Thuram 7, Locatelli 6.5 (42′ st Koopmeiners sv); Conceição 6 (15′ st Cabal 6), McKennie 6.5, Yildiz 7.5 (42′ st Gatti sv); David 7 (31′ st Miretti 6.5). In panchina: Perin, Huli, Zhegrova, Adzic, Openda, Joao Mario. Allenatore: Spalletti 6.5.

NAPOLI (3-4-3): Meret 5.5; Di Lorenzo 5.5, Buongiorno 6, Juan Jesus 5; Gutierrez 5 (29′ st Beukema 6), Lobotka 5.5, McTominay 5.5, Spinazzola 5.5; Vergara 6 (34′ st Lukaku sv), Hojlund 6.5, Elmas 5.5 (25′ st Giovane 6). In panchina: Contini, Ferrante, Olivera, Prisco, De Chiara. Allenatore: Conte 6.

ARBITRO: Mariani di Aprilia 6.
RETI: 22′ pt David; 32′ st Yildiz, 41′ st Kostic.
NOTE: serata nuvolosa, terreno di gioco in ottime condizioni. Ammoniti: Juan Jesus, Yildiz, Vergara. Angoli: 2-2. Recupero: 1′ pt; 3′ st.

Pasquale Cirillo

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