L’affollato condominio che guida il girone I della Serie D 2025-26 oggi deve fare i conti con incroci pericolosi e divieti di sosta per mettere il divieto di sorpasso ad una straripante Reggina.
Nuova Igea Virtus ed Athletic Palermo si incrociano a Barcellona Pozzo di Gotto, il Savoia deve evitare soste controproducenti contro l’Enna, atteso al Giraud, mentre la Reggina, di scena a Vallo della Lucania, cerca il sorpasso.
Per gli amanti del meteo la giornata è uggiosa e grigia con cielo coperto e pioggerellina persistente; tuttavia, la temperatura non è fredda per cui gli atleti in campo dovranno solo prestare attenzione ai rimbalzi del pallone sul manto sintetico ma non patiranno eccessivi disagi.
L’Enna è ad appena due punti dalla zona play-out; in trasferta ha raccolto 7 dei 22 punti totali con uno score di una vittoria, quattro sconfitte e quattro pareggi, due dei quali molto prestigiosi, perché ottenuti su campi difficili come il Velodromo Paolo Borsellino di Palermo ed il D’Alcontres Barone di Barcellona Pozzo di Gotto. I gol fatti sono 11, quelli subìti 17 per la poco invidiabile media di quasi dure reti per gara.
Franceso Passiatore, mister dei giallo verdi, schiera i suoi con il 4-4-2, affidando a Dedic la regia e a Tchaouna Franky le sorti offensive
Sul versante opposto Raimondo Catalano parte con il solito 3-4-2-1. In difesa Forte viene tenuto a riposo precauzionale e gioca Frasson, a centrocampo el torero Ledesma fa coppia con Pisacane mentre in avanti Guida e Umbaca supportano el furacao Reis che subentra all’infortunato Favetta. Fasce affidate a capitan Schiavi ed Esposito. Solo panchina per el loco Munoz.
Il Savoia la deve vincere per tenere il passo delle dirette concorrenti ma l’emozione talvolta gioca brutti scherzi. Infatti, passano appena due minuti e l’Enna si porta in vantaggio con Tchaouna che sfrutta un errato posizionamento di Frasson, scarta Checa come una caramella, e la deposita in rete dal limite sinistro dell’area piccola. Sciammarella nell’occasione si traveste da Benino che dorme.
Il Savoia cerca di recuperarla, come ha fatto spesso in questo campionato, ma mette in mostra un gioco lento ed involuto che non sfrutta per niente le fasce. L’impostazione è affidata a Checa che avrebbe l’incarico di imbeccare Guida o Umbaca posizionati tra le linee ma rischia spesso la frittata. Lo stesso Ledesma è macchinoso e poco lucido, dimodoché la squadra bianca, priva di un riferimento di qualità in avanti, non riesce mai a rendersi pericolosa se non con qualche cross che però gli avanti non riescono a trasformare in rete.
L’incubo però è appena all’inizio e lo spettro della sconfitta si materializza al 25’ quando Schiavi effettua un retropassaggio corto, Sciammarella non si è ancora destato dal sonnellino precedente; troppo facile per Tchaouna che scarta il regalo e deposita in rete a porta vuota.
La prima frazione si conclude con un giusto 0-2 nel quale appaiono evidenti anche le responsabilità dell’allenatore che, privo di riferimenti offensivi e con Ledesma poco in palla, lascia in panchina Meola, Munoz e Sellaf che sicuramente avrebbero dato maggiore verve e qualità alla manovra.
Nel secondo tempo ti aspetti un Savoia ferito che vada ferocemente all’arrembaggio ma invece l’irritante tran-tran della prima frazione non cambia ed è l’Enna, che pur senza fare niente di trascendentale, rischia di passare ancora a causa delle palle perse dai bianchi nella propria metà campo.
I savoiardi si spezzano in due, anche a causa della inopportuna sostituzione di Pisacane che era l’unico puntello di un centrocampo in grave difficoltà. Si prosegue così senza che gli oplontini tirino verso la rete avversaria almeno sino al minuto 80 quando Guida gira con forza verso la porta avversaria un bel suggerimento di Carlini dal fondo ma il portiere Vito è prodigioso e si oppone miracolosamente al colpo a botta sicura.
A questo punto la sconfitta sembra inevitabile ma gli dèi del calcio sanno essere imprevedibili e fanno scoccare la scintilla che permette ai bianchi di crederci sino alla fine.
Minuto 88, Munoz lavora una palla sulla trequarti sinistra e la cede di suola a Guida che si ingobbisce e lascia partire un forte rasoterra sul quale il portiere ennese non riesce a trovare il guizzo per stornare la minaccia. È il gol che riaccende le speranze del Giraud quando mancano due minuti alla fine, più cinque di recupero.
I bianchi si buttano in avanti, finalmente con Sellaf al posto di Ledesma, e si lasciano alle spalle i precedenti ottanta minuti di nulla. Il pubblico ci crede e l’Enna, che già pregustava il dolce sapore del +3 corsaro sul campo della capolista, non riesce a tenere botta.
Alleluia alleluia, i padroni di casa rinsaviscono e fanno quello che avrebbero dovuto fare da tempo, ovvero attaccare sulle fasce e fiondare palloni al centro dell’affollato Fort Apache eretto dai gialloverdi.
Sull’onda dell’entusiasmo, i campani credono nel recupero e, al terzo minuto dei cinque di recupero concessi, trovano il pareggio ancora con Guida che, dopo un batti e ribatti in area piccola, raccoglie la sfera e con una potente volée mancina buca ancora la porta siciliana.
Nell’ultimo minuti i bianchi, incredibilmente, avrebbero anche la chance per ribaltarla ma Meola, su uno svarione in uscita del portiere, non riesce a trovare la porta girando la sfera a lato del palo; sarebbe stata troppa grazia per i bianchi di casa che hanno giocato una gara insipiente sia dal punto di vista tecnico che, soprattutto, tattico non riscendo ad interpretare, se non negli ultimi minuti, quello che sarebbe stato il cliché adatto a portare a casa l’intera posta in palio.
Sicuramente un punto guadagnato, ma le dirette concorrenti hanno vinto entrambe, per cui la testa della classifica è persa e l’aggancio della Reggina è cosa fatta.
Il calendario propone nel prossimo turno proprio un entusiasmante Reggina Savoia che deve essere l’occasione giusta per mostrare al campionato di che pasta è fatta la truppa di mister Catalano.
Salvatore Curcio










