In un’Italia in cui le saracinesche calano ogni giorno e i piccoli paesi lottano contro il silenzio dell’abbandono, c’è una storia diversa che parte dalla Campania e arriva nel Regno Unito. Non un addio, ma un nuovo inizio. Non una chiusura, ma un’apertura. Un altro sogno che diventa realtà per Michele Pucci, che da più di 40 anni ha lasciato il suo paese d’origine, Greci in provincia di Avellino, per trasferirsi in Inghilterra dove ha aperto un ristorante. Dopo più di 40 anni dalla sua prima apertura nel 1982 e dal 1990, anno in cui Pucci ha preso la gestione, il ristorante è stato chiuso la settimana scorsa. L’imprenditore irpino ha tuttavia iniziato una nuova avventura imprenditoriale lo scorso fine settimana, insieme alla moglie Dalila, aprendo un caffè a Swinton, in Inghilterra, frazione di Salford nella contea di Great Manchester.
Puccini’s, il ristorante simbolo di una storia di successo
La storia di un figlio del Sud Italia che ce l’ha fatta, trasferendosi nel Regno Unito dando vita all’iniziativa imprenditoriale “Puccini’s”. Situato sotto l’ormai fatiscente Lancastrian Hall, ha aperto per la prima volta dietro l’angolo nel 1982 e si è trasferito nella sede attuale nel 1993, tre anni dopo essere stato acquistato da Pucci. Tra pochi giorni l’inaugurazione di un nuovo locale. Pucci è nato in un piccolo paese del Sud Italia, dove ha frequentato la scuola alberghiera prima di partire per lavorare in alcuni dei migliori ristoranti di Venezia. Da allora ha lavorato nel Rhode Island, in Toscana e persino all’Hotel Café Royal di Londra.
Un locale fuori dal tempo, tra memoria e celebrità
Questo percorso professionale unico ha permesso a Pucci di creare un ristorante con un’atmosfera completamente particolare, protetto nella sua bolla, lontano da quelli che – diciamolo – non sono proprio dintorni italiani. Le pareti della sala da pranzo trasudano storia: dalle maglie autografate di una miriade di squadre sportive, ai vecchi manifesti pubblicitari delle opere di Giacomo Puccini – il compositore da cui il ristorante prende il nome – fino a una cornice con il disco d’oro certificato per il singolo “Oops… I Did It Again” di Britney Spears, tutti elementi che contribuiscono al ricco carattere del locale. Al centro: un ritratto di Giacomo Puccini, commissionato da Pucci. Puccini’s è noto per attirare molti volti famosi, dal già citato Ryan Giggs a star di Hollywood come Sylvester Stallone; persino l’ex Primo Ministro David Cameron è passato da queste porte.
Ospitalità e filantropia
Tuttavia, Pucci è fermo nel non permettere che questo generi alcuna forma di favoritismo: «Sì, vengono molte persone famose, ma qui dentro tutti sono importanti, anche quello che entra solo per un caffè è importante per me, semplicemente perché entra dalla porta. Bisogna lavorare duro e bisogna rispettare le persone. Mi piace offrire cose che la gente non può mangiare a casa, perché altrimenti tanto vale restare a casa e cerchiamo di accontentare tutti». Pucci non crea ricordi solo attraverso l’ospitalità, però: utilizza Puccini’s anche come veicolo di filantropia. «Abbiamo deciso che una volta all’anno avremmo dedicato un servizio di cena alla beneficenza, donando ogni singolo centesimo». La nascita del terzo figlio di Pucci lo ha portato a riflettere su quanta strada avesse fatto e sulla propria fortuna; così, nei 20 anni successivi, ha raccolto 600.000 sterline per beneficenza attraverso la cena di beneficenza di Puccini’s.
Francesco Fusco










