Alla chiusura della mostra “Essere donna nell’antica Pompei”, curata da Francesca Ghedini e Monica Salvadori e visitabile fino al 31 gennaio 2026 nella Palestra Grande, si collega un importante momento di riflessione e confronto accademico. Il 29 e 30 gennaio l’Auditorium del Parco Archeologico di Pompei ospiterà il convegno “Volti e voci di donne tra Pompei e Roma”, organizzato dal Parco insieme all’Università degli Studi di Padova, dedicato all’approfondimento del ruolo e della rappresentazione femminile nel mondo antico.
Pompei, punto di osservazione eccezionale
La città di Pompei rappresenta un punto di osservazione privilegiato per comprendere la vita delle donne nel contesto sociale dell’epoca, grazie alla ricca documentazione emersa nei quasi tre secoli di scavi. La mostra racconta la quotidianità di matrone, liberte, schiave e donne comuni, seguendo le fasi della vita dalla nascita alla morte e illustrando vita privata, educazione dei figli, gestione domestica, attività lavorative e ruoli pubblici, dai mestieri quotidiani alle imprese e beneficienze di rilievo sociale. Il percorso si conclude con le tracce nelle necropoli, un collegamento alla contemporaneità e le visite tematiche agli edifici del sito, per un’esperienza immersiva nella condizione femminile nella città antica.
Voci e storie di donne
Il convegno si inserisce nel più ampio filone di ricerca e divulgazione del Parco Archeologico di Pompei, guidato da Gabriel Zuchtriegel e da tempo impegnato in una lettura inclusiva e plurale dell’antichità. È dedicato a quel mondo femminile spesso trascurato, svelandone ruoli, esperienze e contributi, in continuità con la mostra e con l’attenzione del Parco alla storia delle donne a Pompei.
Lucia Pia Mandara










