Condannato per rapina ed estorsione, era ricercato dal 21 gennaio in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Napoli. Si era reso irreperibile.
Brigadiè, ci ho provato. Queste le parole di Gaetano Portanova ai carabinieri di Napoli che dopo circa una settimana di ricerche lo hanno trovato nel cassone del letto a casa. Come spesso accade a chi tenta di fuggire alla giustizia, l’uomo non si era allontanato dalla sua città.

Il 21 gennaio, un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Napoli lo avrebbe costretto a 4 anni e 3 mesi di reclusione per rapina ed estorsione.
Ma quando i carabinieri della stazione di Borgoloreto sono andati a cercare il cinquantaquattrenne a casa, non l’hanno trovato. Da qual giorno Portanova si è reso irreperibile, ma i militari dell’Arma non si sono arresi e si sono messi sulle sue tracce.
L’ordine di carcerazione, la fuga e la pista giusta nel quartiere San Lorenzo
Il ricercato era sparito, aveva cambiato casa e ha cercato di sottrarsi alla cattura, confidando probabilmente nel fatto di potersi nascondere lontano dai luoghi abituali.
Negli ultimi giorni i carabinieri hanno lavorato sottotraccia, incrociando informazioni e movimenti. La svolta è arrivata nella serata di martedì 27 gennaio, quando è emerso il sospetto che Gaetano Portanova potesse trovarsi nell’appartamento di un conoscente nel quartiere San Lorenzo, una zona popolare e densamente abitata di Napoli.

Così gli investigatori si sono recati nella casa ed hanno cominciato a perquisire una stanza dopo l’altra, ma anche lì, inizialmente, nessun segno dell’uomo. L’operazione sembrava sul punto di chiudersi con un nulla di fatto, fino a che un carabiniere non ha avuto un’intuizione.
L’intuizione e il ritrovamento nel letto
In una delle camere da letto, un militare ha trovato qualcosa di insolito: un letto con un cassone che appariva forzato, come se fosse stato aperto e richiuso di recente. I carabinieri hanno sollevato il materasso e lì, rannicchiato nello spazio angusto, hanno trovato Gaetano Portanova.
La fuga è finita così in pochi secondi. L’uomo è stato fatto uscire fal nascondiglio e per lui si sono aperte le porte del carcere. “Brigadiè, ci ho provato”, ha detto ai carabinieri in segno di resa.









