Vasta operazione all’alba di giovedì 29 gennaio tra le province di Napoli, Salerno e Caserta, contro un’organizzazione criminale dedita allo smaltimento illecito dei rifiuti speciali. In azione circa settanta militari del NOE, indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno.
Le mani della criminalità organizzata sui rifiuti in Campania. Alle prime luci dell’alba è scattata una vasta operazione dei carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (NOE) di Napoli contro il traffico illecito dei rifiuti in Campania.

L’intervento, coordinato dalla Dda di Salerno, ha portato all’esecuzione di dodici provvedimenti cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute appartenenti a un’organizzazione criminale attiva nel traffico illecito di rifiuti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Otto persone sono finite ai domiciliari, a quattro è stato disposto l’obbligo di dimora e sono indagate a vario titolo per aver ripetutamente smaltito in modo illecito rifiuti speciali pericolosi e non.
Stando alle prime informazioni diffuse dalle autorità competenti, i rifiuti provenivano da diverse province campane e venivano abbandonati in modo sistematico in aree agricole, con gravi conseguenze ambientali e sanitarie. Le indagini sono cominciate ad ottobre 2023, anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali, video, pedinamenti ed acquisizioni di documenti.
L’operazione del NOE contro lo smaltimento illecito dei rifiuti: tutto quello che sappiamo finora
Il blitz ha coinvolto circa settanta carabinieri del reparto speciale dell’Arma, con il supporto dei comandi provinciali di Napoli, Salerno e Caserta. Le attività si sono concentrate su più territorio, a conferma della struttura ramificata dell’organizzazione, finita nel mirino degli investigatori.
Non se ne sentiva parlare da un po’, ma l’operazione di giovedì 29 gennaio dimostra che in il settore dei rifiuti ha continuato a rappresentare uno dei più redditizi per la criminalità organizzata campana, attraverso lo smaltimento abusivo di rifiuti speciali che ancora oggi colpisce aree rurali e terreni agricoli, spesso destinati alle coltivazioni.
Secondo le accuse dell’Antimafia, gli indagati avrebbero smaltito in modo illecito soprattutto scarti di rifiuti industriali, tessili e frazione indifferenziata di RSU, avvalendosi di società di intermediazione del settore per trarre vantaggi economici dal risparmio di spesa derivante dalla mancata attivazione delle procedure di gestione dei rifiuti previste per legge.
I tre flussi distinti del traffico illecito dei rifiuti
Il traffico si sarebbe realizzato seguendo tre percorsi differenti. Un primo eseguito attraverso la raccolta dei rifiuti industriali all’isola ecologica e il successivo conferimento nell’impianto pubblico STIR a Battipaglia.
Un secondo avvenuto attraverso l’abbandono dei rifiuti in siti anche di interesse naturalistico, alcuni dei quali pure fuori regione. Un terzo consisteva nell’interramento dei rifiuti a Roccadaspide, in un’area di pertinenza di un’azienda suinicola, con conseguente danneggiamento ambientale.
Ecco come avrebbe agito il gruppo
Secondo l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip, le condotte sarebbero state attuate anche grazie a una falsa classificazione dei rifiuti da parte degli impianti di produzione.
Nei documenti venivano inserite informazioni false sulle operazioni di trasporto e conferimento mai eseguite e false fatturazioni per giustificare il trasporto e l’abbandono dei rifiuti industriali in siti abusivi.
Il ruolo della Dda di Salerno
L’inchiesta è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno, che ha seguito passo dopo passo le indagini dei carabinieri del Noe. Proprio la competenza dell’Antimafia evidenzia la gravità del fenomeno e il possibile coinvolgimento della criminalità organizzata, che si dimostrerebbe ancora una volta capace di gestire il ciclo illegale dei rifiuti.

L’operazione conferma l’attenzione della magistratura e delle forze dell’ordine sul fronte dei reati ambientali: una minaccia non soltanto per l’ecosistema, ma anche per l’economia legale e per la salute dei cittadini.
I rifiuti speciali abbandonati nelle aree agricole
Secondo gli inquirenti e gli investigatori, i rifiuti venivano smaltiti illegalmente in zone agricole, trasformando campi e terreni in discariche abusive a cielo aperto. Una pratica che, oltre a violare le leggi ambientali, espone le comunità locali a rischi significativi, legati all’inquinamento del suolo e delle falde acquifere.
Il fenomeno dei rifiuti illegali in Campania è ancora un’emergenza, nonostante i numerosi interventi repressivi degli ultimi anni.
Sequestrati beni per 530mila euro
Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro in due impianti coinvolti di otto automezzi usati per il trasporto e una somma totale di 530mila euro, ritenuto il guadagno del gruppo.









