C’è stato un tempo in cui la montagna sembrava un amore stagionale, legato quasi esclusivamente alla neve e alle settimane bianche. Poi qualcosa è cambiato. Oggi sempre più giovani italiani scelgono l’altitudine come spazio di fuga, di respiro e di scoperta, alternando escursioni, sport e lentezza consapevole. È un cambiamento che racconta molto di come viviamo il tempo libero, diviso tra iperconnessione e desiderio di staccare, magari passando senza strappi dalla pianificazione di un trekking a una puntata per Enjoy Poker at Hell Spin, senza percepire contraddizioni ma solo continuità di intrattenimento.
Il richiamo della natura e del silenzio
Per molti giovani, la montagna rappresenta innanzitutto una pausa. Non una fuga totale dal mondo, ma un rallentamento cercato e voluto. I boschi, i sentieri, i laghi alpini o appenninici offrono un silenzio diverso da quello urbano, un silenzio abitato da suoni naturali che non chiedono attenzione costante.
Negli ultimi anni, secondo i dati diffusi da enti turistici regionali e associazioni di categoria, il turismo montano estivo ha registrato una crescita significativa, con un aumento delle presenze under 35 soprattutto nei mesi di luglio e agosto. Il caldo delle città spinge verso l’alto, ma non è solo una questione di temperature. È il bisogno di spazi aperti, di orizzonti ampi, di una fatica fisica che restituisca una sensazione di realtà.
Sport invernali, ma non solo
La montagna resta legata agli sport invernali, ma il modo di viverli è cambiato. Lo sci tradizionale convive con lo snowboard, lo sci alpinismo, le ciaspolate. Discipline meno legate agli impianti e più all’esperienza diretta del paesaggio. Anche qui i giovani mostrano una preferenza chiara per attività percepite come più autentiche, meno affollate, spesso più sostenibili.
Accanto alla neve, però, cresce l’interesse per la montagna quattro stagioni. Trail running, arrampicata sportiva, mountain bike e trekking attirano un pubblico trasversale, fatto di neofiti e appassionati esperti. La montagna diventa palestra naturale, ma anche luogo di socialità, dove si condividono percorsi, consigli e storie.
La frescura estiva come lusso moderno
Un tempo la villeggiatura in montagna era una consuetudine familiare. Oggi la frescura estiva è tornata a essere un lusso, ma declinato in modo diverso. Rifugi ristrutturati, piccoli borghi recuperati, alberghi diffusi e baite trasformate in spazi accoglienti rispondono a una domanda nuova, più attenta alla qualità che alla quantità.
I giovani cercano esperienze, non solo alloggi. Vogliono svegliarsi presto per un’escursione, ma anche fermarsi a leggere un libro con vista sulle cime. Vogliono connessione quando serve, ma apprezzano l’assenza di segnale come parte del pacchetto.
Il ruolo centrale del cibo
La rinascita della montagna passa anche dalla cucina. I piatti della tradizione alpina e appenninica, un tempo considerati pesanti o fuori moda, sono stati riscoperti e reinterpretati. Polente, formaggi d’alpeggio, salumi artigianali e zuppe diventano racconti di territorio, identità e stagionalità.
Molti giovani turisti scelgono una destinazione proprio per l’offerta gastronomica, attratti da prodotti locali e filiere corte.
Una nuova idea di turismo
La montagna non è più periferia, non è più alternativa di serie B rispetto al mare. Per i giovani italiani, salire in quota significa spesso ritrovare un equilibrio. Tra movimento e riposo, connessione e isolamento, divertimento e introspezione. Una scelta che parla di futuro, ma affonda le radici in qualcosa di molto antico. La voglia di natura, semplicemente.









