Campania e Basilicata tra le regioni più colpite dalle infezioni respiratorie acute, con un aumento di casi tra i bambini. I dati dimostrano che le due regioni sono in controtendenza rispetto al resto d’Italia.
Nella settimana dal 19 al 25 gennaio in Italia si è registrato un lieve calo delle infezioni respiratorie acute, ma il trend non vale per Campania e Basilicata. Il dato emerge dal rapporto della sorveglianza RespiVirNet, curato dall’Istituto superiore di Sanità e pubblicato in forma interattiva.
Secondo l’Iss, l’incidenza totale nella comunità è stata di 11,3 casi per mille assistiti, in diminuzione rispetto ai 12,7 casi per mille della settimana precedente. Sono stati stimati circa 621 nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza di circa 9,8 milioni di infezioni respiratorie.
Campania e Basilicata restano a intensità molto alta
L’intensità delle infezioni resta classificata come molto alta in Campania e in Basilicata, a differenza di altre regioni Italiane. Nel Molise, in Puglia e in Sardegna l’intensità è media, mentre nelle altre regioni e Province autonome risulta bassa, ad eccezione della Liguria.

Il dato evidenzia come anche la Campania stia vivendo ancora la pressione epidemiologica, con conseguenze sul sistema sanitario territoriale e ospedaliero. L’Iss quindi, evidenza la necessità di mantenere alta l’attenzione, soprattutto nelle aree urbane più densamente popolate.
Aumentano i casi tra i bambini
Come accennato, un elemento di rilievo riguarda i bambini la fascia di età 0-4 anni, l’unica che registra un aumento dell’incidenza rispetto alla settimana precedente. Stiamo parlando di circa 40 casi per mille assistiti, rispetto ai 33 della settimana scorsa.
Per quanto riguarda l’influenza, il tasso di positività nella comunità è pari al 26,6%, mentre nei reparti ospedalieri si attesta al 24,3%. Il virus più comune tra le forme gravi è A(H1N1)pdm9. La maggior parte dei casi riguarda persone non vaccinate, sottolineando l’importanza della prevenzione.
Il virus più diffuso nella comunità sono l’H3N2, mentre negli ospedali la percentuale di A(H1N1)pdm09 è leggermente superiore. Al momento non sono stati rilevati casi di ceppi aviari circolanti.










