Il Napoli aveva bisogno di una risposta. Dopo l’uscita anticipata dalla Champions League e il colpo durissimo incassato contro la Juventus, il Maradona diventa il teatro di una prova di carattere, sofferta e luminosa allo stesso tempo. La squadra di Antonio Conte supera 2-1 la Fiorentina, torna a correre in Serie A e si riporta a quota 46 punti, ma paga un prezzo altissimo: l’uscita in barella del capitano Giovanni Di Lorenzo, con il timore concreto di un lungo stop.
Una partenza feroce per scacciare i fantasmi
L’atteggiamento del Napoli è subito chiarissimo. I partenopei entrano in campo con aggressività, ritmo e fame, determinati a lasciarsi alle spalle le scorie europee. La pressione è alta, la manovra verticale, l’intensità quella richiesta dal tecnico salentino. Il volto simbolo di questo avvio è Antonio Vergara, ormai uomo del momento. Il classe 2003, già decisivo contro il Chelsea, si ripete davanti al suo pubblico e alza ancora la voce.
All’11’ nasce il vantaggio azzurro: Meret rinvia lungo, Højlund vince il duello fisico con Pongracic, apre un corridoio centrale e favorisce l’inserimento dell’ex Reggiana. Vergara attacca lo spazio, si presenta a tu per tu con De Gea e lo batte con freddezza. Secondo gol consecutivo, conferma di una crescita che non è più episodica.
Højlund trascina, il Napoli sfiora il raddoppio
Il Napoli continua a spingere, trascinato dalla fisicità e dalla mobilità di Højlund, autentico riferimento offensivo. Al 23’ il danese va vicinissimo al 2-0: resiste al contatto, calcia a botta sicura, ma Comuzzo salva sulla linea dopo aver retto l’urto. È un momento di dominio azzurro, in cui la Fiorentina fatica a uscire dalla propria metà campo.
La Fiorentina reagisce e arriva il choc Di Lorenzo
Al 25’ la partita cambia volto. La Fiorentina, fino a quel momento imbambolata, si scuote. Su punizione di Fagioli, Piccoli svetta e colpisce una clamorosa traversa. L’azione prosegue e Gudmundsson, ancora di testa, costringe Meret a un intervento prodigioso. È una doppia fiammata che riporta in partita i viola e accende il Maradona.
Subito dopo, però, arriva il momento più drammatico della serata. Il ginocchio sinistro di Giovanni Di Lorenzo cede. Il capitano azzurro resta a terra, il dolore è evidente, l’uscita in barella gela lo stadio. Il Napoli, già falcidiato dalle assenze, perde uno dei suoi pilastri assoluti. Le prime sensazioni parlano di un possibile infortunio grave, con il timore di uno stop lungo che potrebbe condizionare l’intera stagione. Conte è costretto a rivedere l’assetto, ma la squadra non si disunisce.
Ripresa di rabbia e qualità: Gutierrez inventa il 2-0
Il Napoli rientra dagli spogliatoi con un atteggiamento feroce, quasi rabbioso, deciso a trasformare la paura in energia. In apertura di secondo tempo Mandragora impegna Meret su punizione, ma è solo un avvertimento. Al 49’ arriva il colpo che sembra decisivo. L’azione si sviluppa sulla destra, la palla arriva a Gutierrez che rientra sul sinistro e disegna una traiettoria perfetta: tiro a giro all’angolino, imprendibile per De Gea. È la prima gioia in campionato per lo spagnolo, un gol di rara bellezza che fa esplodere il Maradona.
Solomon riapre tutto, la Fiorentina ci crede
Il doppio vantaggio dura poco. La Fiorentina non molla e al 56’ torna in partita. Piccoli calcia, Meret respinge, ma sulla ribattuta è Solomon il più rapido a insaccare. Un gol definito “inutile” solo dal risultato finale, perché restituisce speranza ai viola, ancora in zona retrocessione ma vivi e combattivi.
Con l’ingresso di Kean e il passaggio a un assetto più offensivo, la squadra di Vanoli alza ulteriormente il baricentro. La mezz’ora finale è intensa, giocata con coraggio dalla Fiorentina e con grande attenzione difensiva dal Napoli, che stringe i denti e si affida all’ordine e alla compattezza.
Finale ad alta tensione, il Napoli resiste
Nel finale la pressione viola aumenta. Kean va al tiro, Meret risponde presente. Al 92’ il brivido più grande: Piccoli si coordina in acrobazia su cross di Dodò, la palla sfila di poco a lato. Poco dopo è ancora Kean, su lancio di Fagioli, a sfiorare il pari, ma il suo tiro termina fuori. Il Napoli soffre, ma non cede.
Tre punti e una ferita aperta
Il triplice fischio consegna al Napoli una vittoria pesante, che vale il ritorno a quota 46 e rilancia la corsa in campionato. La Fiorentina resta ferma a 17 punti, in piena zona retrocessione, ma esce dal Maradona con segnali incoraggianti.
Sulla notte azzurra, però, resta sospesa l’ombra lunga dell’infortunio di Di Lorenzo. Il capitano, leader silenzioso e riferimento assoluto nello scacchiere di Conte, rischia un’assenza prolungata che potrebbe pesare enormemente nel prosieguo della stagione. Il Napoli vince, convince a tratti, dimostra carattere. Ma ora dovrà farlo, forse, senza il suo condottiero in campo.
I numeri della gara: il Tabellino
NAPOLI (3-4-3): Meret 7; Di Lorenzo 6 (30′ pt Olivera 5.5), Jesus 6, Buongiorno 6; Gutierrez 7, Lobotka 6, McTominay 6.5, Spinazzola 6; Vergara 7,5 (39′ st Giovane sv), Hojlund 6 (46′ st Lukaku sv), Elmas 6.5. In panchina: Contini, Ferrante, De Chiara, Beukema. Allenatore: Conte 6.5.
FIORENTINA (4-3-3): De Gea 6; Dodo 6.5, Comuzzo 6, Pongracic 5.5, Gosens 5.5 (25′ st Ranieri 6); Fabbian 5.5 (1′ st Mandragora 6), Fagioli 5.5, Brescianini 5.5 (25′ st Kean 6); Solomon 6.5 (26′ st Parisi 6), Piccoli 6.5, Gudmundsson 6 (34′ st Fazzini sv). In panchina: Lezzerini, Christensen, Fortini, Kouadio, Balbo, Harrison, Ndour. Allenatore: Vanoli 6.
ARBITRO: La Penna di Roma 6. RETI: 11′ pt Vergara 6, 4′ st Gutierrez, 12′ st Solomon. NOTE: serata serena, campo in buone condizioni. Ammoniti: Fabbian, Buongiorno. Angoli: 4-4. Recupero: 5’+1, 4’+1.
Pasquale Cirillo









