La svolta giudiziaria è arrivata a distanza di oltre un anno dalla tragedia. Nella giornata del 31 gennaio 2026 i carabinieri della Compagnia di Nola hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due persone, zii affidatari di una bambina di quattro anni, morta a Tufino nella notte tra il 13 e il 14 dicembre 2024. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nola, su richiesta della Procura della Repubblica, con l’accusa di omicidio aggravato.
Le prime anomalie dopo il decesso
L’inchiesta è scattata immediatamente dopo il decesso della minore, avvenuto all’interno dell’abitazione del nucleo familiare affidatario. A far emergere i primi sospetti era stata la richiesta di intervento del medico del pronto intervento, giunto sul posto e rimasto allarmato dalle condizioni del corpo della bambina, che presentava lividure, bruciature e segni evidenti di malnutrizione.
Un’indagine lunga e complessa
Le indagini, coordinate dalla Procura di Nola, hanno impegnato per mesi i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Nola e quelli della Stazione di Tufino, con il supporto del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna e del Reparto Investigazioni Scientifiche dei carabinieri di Roma – Sezione Biologia. Un lavoro articolato, fatto di rilievi tecnici, accertamenti scientifici e analisi incrociate.
Determinanti, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sono stati gli esiti di una consulenza medico-legale collegiale, di una consulenza informatica e l’acquisizione di documentazione e messaggi scambiati dagli indagati, oltre alle dichiarazioni rese nel corso degli interrogatori. Il quadro investigativo ha consentito di ripercorrere l’intera vicenda a partire dall’estate del 2024, quando la bambina era stata affidata alla coppia dopo la sospensione della potestà genitoriale ai genitori naturali.
Maltrattamenti, denutrizione e la morte
Dagli accertamenti sarebbero emersi gravi episodi di maltrattamenti, tecnicamente qualificati come child neglect. Condotte che avrebbero determinato una grave denutrizione della minore e che, insieme a comportamenti violenti, l’avrebbero condotta a un progressivo e profondo decadimento fisico, fino a uno stato definito “cachettico”.
Gli esami medico-legali hanno inoltre rilevato la presenza di ustioni gravi, piaghe da decubito, una frattura e altri traumi, elementi che, uniti allo stato di denutrizione, avrebbero favorito l’insorgenza di una grave patologia polmonare, risultata fatale. Un quadro clinico complesso che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe portato alla morte della bambina dopo mesi di sofferenze.
Sulla base degli elementi raccolti, il Giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico degli zii affidatari, disponendo la misura cautelare della custodia in carcere. Le indagini, coordinate dalla Procura di Nola, hanno così portato a una prima risposta giudiziaria per una vicenda che aveva profondamente scosso la comunità di Tufino e dell’intero Nolano.
Bianca Di Massa










