Vesuvio, 26 nuove guide vulcanologiche ferme: scoppia la protesta, scontro su lavoro e sicurezza

La protesta delle guide contro il sistema "chiuso" sul sentiero numero 5. L'associazione delle guide escluse denuncia un blocco operativo, nonostante la nuova normativa regionale.

Lavoro, turismo e sicurezza: un nuovo fronte di tensione si accende sul Vesuvio. Ventisei guide vulcanologiche abilitate dalla Regione Campania denunciano di non poter esercitare la professione sul sentiero numero 5 del Gran Cono, uno dei percorsi più frequentati e simbolici del Parco Nazionale.

La vicenda è emersa attraverso una nota dell’associazione Presidio permanente vulcani campani, mette in luce un conflitto che dura da mesi e che ora rischia di trasformarsi in un contenzioso.

Vesuvio, la protesta delle guide vulcanologiche

Al centro della questione, l’applicazione concreta di una delibera regionale approvata in estate, che aveva l’obiettivo i superare il precedente sistema del numero chiuso e ampliare il numero delle guide autorizzate ad accompagnare i turisti. Un passaggio che, nelle intenzioni della Regione, doveva rispondere all’aumento costante dei visitatori e garantire standard più elevati di controllo e tutela.

Ma secondo la denuncia dei professionisti “esclusi”, il cambiamento normativo non si sarebbe ancora tradotto in un accesso effettivo al lavoro.

La denuncia dell’associazione

A farsi portavoce della protesta è Gennaro Balzano, presidente dell’associazione Presidio permanente vulcani campani, che parla di una situazione anomala e penalizzante.

Ventisei guide regolarmente abilitate dalla Regione Campania risultano ad oggi impossibilitate a svolgere la propria attività professionale sul sentiero numero 5 del Gran Cono del Vesuvio, nonostante l’entrata in vigore della nuova normativa regionale che ne sancisce il pieno diritto operativo”. Così si legge in una nota, che parla anche di una “situazione paradossale e fortemente lesiva non solo dei diritti dei professionisti coinvolti, ma soprattutto dell’interesse pubblico, della sicurezza dei visitatori e della qualità complessiva dei servizi turistici offerti in uno dei siti naturalistici più importanti d’Europa”.

Il numero chiuso e il ricorso al Tar

Sempre Balzano nella nota spiega che le guide già operative hanno impugnato la nuova normativa davanti al Tar. Una mossa che ha congelato l’ingresso dei nuovi professionisti abilitati.

Le storiche 37 guide attualmente operati sul Gran Cono restano intenzionate a mantenere il monopolio lavorativo ed economico”, spiega la nota, “impugnando la nuova legge regionale davanti al Tar e diffidando le nuove guide vulcanologiche ad operare sul sentiero numero 5″. 

Il ruolo dell’Ente Parco e il tema della Sicurezza

L’associazione lamenta anche l’assenza di risposte formali alle richieste avanzate. Il silenzio amministrativo, secondo i professionisti, contribuirebbe a mantenere una situazione di stallo.

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