Audio Sangiuliano, chiuse le indagini: Maria Rosaria Boccia e un giornalista rischiano il processo

La Procura di Roma notifica la chiusura delle indagini sulla presunta diffusione di frammenti di una conversazione privata tra l'ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie. Contestate interferenze illecite nella vita privata.

Rischiano il processo l’imprenditrice di Pompei Maria Rosaria Boccia e il giornalista Carlo Tarallo, nell’ambito dell’indagine sulla diffusione di frammenti audio relativi a una conversazione privata tra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie. 

La Procura di Roma ha chiuso le indagini e notificato l’atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. L’accusa contestata è quella di diffusione o rivelazione di informazioni relative alla vita privata e interferenze illecite nella vita privata. I fatti contestati risalgono al 26 agosto 2025.

La diffusione della registrazione sui social e sul sito web

Secondo gli inquirenti, Maria Rosaria Boccia e il giornalista Carlo Tarallo avrebbero diffuso frammenti della registrazione di una conversazione privata tra Sangiuliano e la moglie sui profili Facebook e Instagram e sul sito della testata giornalistica Anteprima24.

Nell’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e seguita dalle pm Barbara Trotta e Giulia Guccione, si sostiene che la registrazione sia stata ottenuta indebitamente, poi resa pubblica sul web.

Il sequestro preventivo dell’audio

Nei mesi scorsi il gip di Roma aveva disposto il sequestro preventivo del file audio. Il provvedimento era stato eseguito dal carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, nell’ambito dell’inchiesta aperta dai pm di Piazzale Clodio dopo l’esposto presentato dall’ex ministro.

Cosa accade ora

La notifica dell’atto di chiusura delle indagini consente ora agli indagati di presentare documentazione, memorie difensive e anche di rilasciare dichiarazioni al sostituto procuratore di Roma Barbara Trotta, titolare del procedimento.

Maria Rosaria Boccia è difesa dall’avvocato Francesco di Deco, mentre Carlo Tarallo è difeso dall’avvocato Maurizio Capozzo.

L’udienza preliminare il 9 febbraio

Parallelamente, per l’imprenditrice di Pompei è stata fissata per il 9 febbraio l’udienza preliminare relativa a un altro procedimento nato dall’esposto dell’ex ministro. In questo caso, le si contestano stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione e false dichiarazioni sul curriculum in relazione all’organizzazione di eventi.

Boccia: “Estranea a ogni condotta contraria alla legge”

Non avendo ancora visionato gli atti di indagine, ogni commento nel merito sarebbe superfluo e fuori luogo”. Così, in una dichiarazione, Maria Rosaria Boccia. “Quello che posso ribadire con certezza è la mia estraneità ad ogni condotta contraria alla legge che ritengo verrà assolutamente confermata nelle opportune sedi giudiziarie, auspicando un’archiviazione”. 

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano