Occupazione abusiva sul demanio marittimo: sequestrata la storica struttura Casa Rossa a Torre del Greco

Occupazione abusiva del demanio marittimo, opere realizzate senza titolo concessorio valido e prodotti ittici privi di tracciabilità. È quanto accertato dalla Guardia Costiera di Torre del Greco nel corso di un’attività di controllo effettuata giovedì 5 febbraio sul litorale della città del corallo, che ha portato al sequestro della storica struttura turistica Casa Rossa.

Gli approfondimenti investigativi, svolti con la collaborazione del personale tecnico del Comune, hanno consentito di accertare che l’ampia sala ristorante della rinomata struttura alberghiera, realizzata mediante un terrazzamento sul demanio marittimo, non era più coperta da un titolo concessorio valido, risultato decaduto.

Nel piano inferiore, inoltre, era stata creata una seconda sala senza alcuna autorizzazione, determinando di fatto un’occupazione non legittima e la sottrazione all’uso pubblico di un tratto di arenile demaniale di circa 500 metri quadrati.

A seguito degli accertamenti, al titolare della ditta che gestiva la struttura sono state contestate diverse violazioni, tra cui il mantenimento in uso senza titolo di opere su suolo demaniale e la realizzazione di innovazioni non autorizzate.

Le opere, di natura edilizia permanente e di difficile rimozione, consistevano in due saloni ristorante per una superficie complessiva di circa 800 metri quadrati, realizzati in assenza delle necessarie autorizzazioni.

Per impedire la prosecuzione dell’attività illecita, il personale di polizia giudiziaria della Guardia Costiera di Torre del Greco ha proceduto al sequestro preventivo dell’intera struttura, comprensiva di tutto il mobilio di sala, già predisposto per i prossimi eventi mondani.

Il provvedimento è stato adottato nell’ambito delle attività di tutela del demanio marittimo e sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Napoli e dell’Autorità Giudiziaria.

Nel corso dell’operazione è stata ispezionata anche la cucina del ristorante. I titolari non sono stati in grado di fornire informazioni idonee a risalire alla provenienza del prodotto ittico detenuto, come previsto dalla normativa europea e nazionale in materia di tracciabilità alimentare.

In assenza di tale requisito, fondamentale per la tutela dei consumatori, è stato elevato un verbale di contestazione amministrativa dell’importo di 1.500 euro. Il prodotto ittico, pari a circa 20 chilogrammi, è stato sottoposto a sequestro per la successiva distruzione.

L’attività di contrasto agli usi illeciti del pubblico demanio marittimo, coordinata dalla Direzione Marittima di Napoli e dall’Autorità Giudiziaria, proseguirà anche nei prossimi giorni. L’obiettivo è garantire il corretto utilizzo dei beni demaniali e la salvaguardia dell’ambiente marino e costiero.

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