I furti di pc e tablet avvenuti negli istituti scolastici di Gragnano nei mesi scorsi, per i quali non sono ancora stati individuati i responsabili, riaccendono l’attenzione sul tema della legalità e della tutela del mondo della scuola. A intervenire è l’osservatorio per la legalità, organismo introdotto in città dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nello D’Auria e composto da rappresentanti dei principali enti istituzionali e associativi del territorio, che lancia un appello pubblico: ricomprare i dispositivi sottratti ai bambini.
La denuncia dell’osservatorio e l’attacco al mondo della scuola
In una nota ufficiale, firmata dal presidente Vincenzo Zurlo, l’osservatorio denuncia con fermezza i furti avvenuti nelle scuole cittadine, definendoli “vili e spregevoli saccheggi” che “colpiscono e violentano le coscienze di tutti noi”. Secondo Zurlo, si tratta di atti che si accaniscono contro la scuola, “quella che tenta pur tra tanti sacrifici personali dei suoi educatori e frequenti inadeguatezze di mezzi e strutture, di allevare e costruire i buoni cittadini del domani, le classi dirigenti del nostro futuro”.
Nel documento viene sottolineato come i responsabili di questi episodi siano “i ladri del nostro futuro”, autori di “odiosi fatti criminosi” che l’osservatorio invita a “sdegnosamente condannare nelle proprie coscienze individuali”, indipendentemente dall’azione delle istituzioni preposte al mantenimento dell’ordine pubblico.
Repressione, prevenzione e cultura della legalità
Nel passaggio centrale della nota, il presidente dell’osservatorio chiarisce che la sola azione repressiva penale non può essere sufficiente. “Essa taglia i rami secchi della nostra comunità sociale, ma poi vanno rimosse le radici, le cause della illegalità”, afferma Zurlo, richiamando la necessità di un intervento più profondo e strutturale.
Secondo l’osservatorio, “non riusciremo mai a debellare l’illegalità se non insorgeranno le coscienze di tutti i cittadini” e se alla repressione non si affiancherà “una costante e partecipata attività di prevenzione della mentalità criminosa”, fondata sulla rimozione degli ostacoli culturali ed economico-sociali che ancora impediscono il radicamento di una vera cultura della legalità, del rispetto, della tolleranza, della solidarietà e della pace sociale.
L’appello alla comunità e la “sfida” civile
Il messaggio conclusivo dell’osservatorio è un invito diretto alla comunità cittadina a non attendere soluzioni esterne. “Non aspettiamo che vengano salvatori dall’esterno a salvarci, a liberarci”, si legge nella nota, che richiama famiglie, scuole, parrocchie e luoghi di lavoro a un’assunzione collettiva di responsabilità.
“Impariamo, educhiamoci a salvarci da soli, dall’interno delle nostre famiglie, delle nostre aule di scuola, delle nostre parrocchie, dei nostri luoghi di lavoro”, conclude Zurlo, indicando questa come “la strada maestra” e la vera “sfida” che può nascere anche da episodi gravi come i furti nelle scuole, per costruire una società “più giusta, più a misura d’uomo” e realmente civile.









