Il Parco archeologico di Pompei tira dritto e non arretra di fronte alla protesta delle guide turistiche scoppiata dopo la decisione di chiudere la postazione riservata alle guide private all’interno degli scavi. A spiegare, senza giri di parole, la linea dell’istituzione è il direttore Gabriel Zuchtriegel, che rivendica il diritto e il dovere del Parco di avere un ruolo diretto nella narrazione del sito archeologico più visitato al mondo.
«Il Parco archeologico di Pompei spende milioni di euro all’anno per scavare, restaurare e tutelare Pompei, credo sia giusto che debba avere anche un ruolo nel raccontare la storia del sito ai visitatori», afferma Zuchtriegel, rispondendo alle contestazioni esplose dopo lo smantellamento del presidio interno alle guide.
La chiusura della postazione e le critiche del direttore
Al centro della polemica c’è la scelta di non allestire più, a spese del Parco e dentro l’area archeologica, un presidio dedicato alle guide private. Una decisione che il direttore motiva in modo netto, chiarendo il punto di vista dell’amministrazione.
«Allestire a spese del Parco, e dentro il Parco, un presidio per le guide private non va bene. Loro ci guadagnano, noi ci prendiamo solo le lamentele di chi è rimasto deluso dal servizio, e non sono pochi», sottolinea Zuchtriegel, evidenziando come il Parco finisca per subire le conseguenze di servizi che non gestisce direttamente.
Legalità, trasparenza e decoro
Il direttore del Parco richiama con forza il tema della legalità e della trasparenza, indicando una serie di criticità che, secondo l’amministrazione, non possono essere più tollerate.
«Lavoriamo per la legalità, abbiamo creato tanti posti di lavoro nella didattica e nella fruizione e ne creeremo altri, ma diciamo no a prezzi non trasparenti, a visite guidate non fatturate e a comportamenti poco lusinghieri per il nostro territorio», spiega Zuchtriegel, facendo riferimento anche a episodi di tensione avvenuti davanti ai visitatori.
Tra i motivi che hanno inciso sulla decisione, il direttore cita «le liti tra alcune guide del presidio davanti alle file dei visitatori a cui abbiamo dovuto assistere», scene che, a suo giudizio, danneggiano l’immagine del sito e dell’intero territorio.
La protesta e il sit-in davanti agli ingressi
Zuchtriegel non nasconde il proprio dissenso anche rispetto alle modalità della protesta messa in atto da una parte delle guide, con sit-in davanti agli ingressi del Parco.
«Se poi si vuole fare un sit-in davanti all’ingresso del sito, mettendo in mezzo i visitatori che non c’entrano nulla, abbiamo toccato il fondo», afferma, rimarcando come i turisti non debbano essere coinvolti in tensioni e rivendicazioni che nulla hanno a che fare con la fruizione culturale del sito.
Nuovi servizi culturali e offerte ufficiali
La linea del Parco, assicura il direttore, non è di chiusura ma di collaborazione con chi rispetta le regole, accompagnata da un rafforzamento dell’offerta culturale ufficiale.
«Noi andremo avanti sulla nostra strada, siamo felici di collaborare con chi rispetta le regole e stiamo aumentando i servizi culturali di qualità e i livelli di occupazione nel Parco», chiarisce Zuchtriegel, annunciando anche importanti novità a breve termine.
«A marzo già saranno disponibili nuove offerte, acquistabili insieme al biglietto in piena trasparenza», conclude il direttore, indicando una strategia che punta su servizi ufficiali, prezzi chiari e maggiore controllo, nel tentativo di coniugare tutela del patrimonio, qualità dell’esperienza per i visitatori e rispetto delle regole.










