Maxi sequestro da 16 milioni di euro nel Salernitano: sigilli a società e immobili legati ai clan

L'imprenditore di Angri è accusato di aver favorito i clan della camorra, tra cui i Casalesi e di D'Alessandro. Sotto chiave, società di pulizie, imbarcazioni e immobili di pregio. 

È un imprenditore di Angri, Domenico Chiavazzo, il protagonista di un sequestro di beni eseguito dalla Polizia di Stato a Salerno. 

Gli investigatori hanno messo i sigilli a un patrimonio dal valore complessivo di oltre 16 milioni di euro. Il provvedimento nasce da una proposta congiunta del procuratore della Repubblica e del questore di Salerno.

La sezione Misure di Prevenzione del Tribunale ha accolto la richiesta, applicando la normativa antimafia. L’operazione ha visto in campo il Servizio Centrale Anticrimine e la Divisione Anticrimine di Salerno, con l’aiuto della Squadra Mobile locale.

I legami con la camorra

Domenica Chiavazzo non è un volto nuovo per la giustizia. L’imprenditore ha già ricevuto condanne per associazione a delinquere finalizzata all’usura e all’estorsione. In questa nuova indagine è indiziato di appartenere a un’associazione dedita al riciclaggio e alla gestione illecita del gioco d’azzardo, con l’aggravante della finalità di agevolare organizzazioni di tipo mafioso operanti in Italia.

Tra queste, il clan dei Casalesi, il clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia, la cosca Arena-Nicoscia di Isola di Caporizzuto, il clan Romeo-Santapaola operante nelle province di Catania e Messina.

Un impero costruito tra pulizie e scommesse

L’indagine patrimoniale ha svelato come Chiavazzo fosse riuscito ad accumulare una ricchezza sproporzionata. L’imprenditore avrebbe operato principalmente nei settori dei servizi di pulizia, in quello immobiliare e nel comparto nautico. Per nascondere la provenienza illecita del denaro, si sarebbe avvalso di familiari e prestanome.

I proventi di queste attività sarebbero stati reimpiegati in società e beni immobili, creando uno schermo legale per proteggere i profitti. Gli investigatori hanno però costruito l’interno flusso economico, portando al provvedimento di oggi, martedì 10 febbraio, che colpisce il cuore economico del gruppo.

Tutti i beni sequestrati nelle province di Salerno e Napoli

Le autorità hanno bloccato otto società con relativi compendi aziendali. Si tratta di imprese che operano nel settore delle pulizie, immobiliare, sanitario e nautico, con sedi sparse tra le province di Salerno, Napoli e Milano.

I sigilli sono scattati per 22 fabbricati e 8 terreni nel Salernitano. Inoltre la polizia ha sequestrato un’imbarcazione, 25 veicoli e 2 orologi di lusso. A completare il quadro, numerosi rapporti finanziari che sono stati congelati.

L’asse investigativo Salerno-Mlano

Secondo gli inquirenti, gli interessi si estendevano oltre il Sud Italia. Il nucleo degli interessi di Domenico Chavazzo era il Salernitano, ma la proiezione delle sue aziende avrebbe toccato anche il nord Italia.

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