Il Maradona si è svuotato lasciando dietro di sé un clima di silenziosa tensione e interrogativi aperti. La serata ha consegnato al Napoli un risultato pesante, maturato al termine di una gara segnata da episodi, difficoltà evidenti e conseguenze che vanno oltre i novanta minuti. In campo si sono intrecciati errori, reazioni emotive e situazioni fisiche da valutare, mentre nel post-partita sono emerse parole cariche di responsabilità e consapevolezza, destinate a pesare nelle scelte delle prossime settimane.
Primo tempo bloccato, poi l’episodio che rompe l’equilibrio
La gara si sviluppa inizialmente su binari di grande equilibrio. Ritmi godibili, ma poche occasioni nitide, con entrambe le squadre attente a non scoprirsi. Il Como prova a imporre il proprio palleggio, sfruttando le imbucate centrali e la mobilità dei suoi uomini offensivi, mentre il Napoli fatica a trovare continuità in avanti, affidandosi soprattutto ai lanci in profondità per Hojlund, spesso cercato direttamente dalla difesa o da Milinkovic-Savic.
I lariani si fanno vedere già in avvio con un’incursione di Addai dalla destra e con un colpo di testa di Nico Paz su cross di Valle, controllato senza problemi dal portiere azzurro. Il Napoli risponde con un tentativo debole dalla distanza di Lobotka e con alcune iniziative di Vergara, molto generoso anche in fase di copertura.
L’episodio chiave arriva al 36’. Dalla corsia sinistra Valle pennella un cross per l’inserimento di Smolcic che, anticipando Juan Jesus e Olivera, viene colpito alla gamba sinistra proprio dal difensore uruguaiano. Manganiello non ha dubbi e indica il dischetto. Dagli undici metri si presenta Baturina, che calcia con freddezza all’angolino basso e firma l’1-0, interrompendo la serie negativa del Como nei rigori e gelando il Maradona.
Nel finale di frazione il Napoli protesta per un intervento al limite di Ramon su Hojlund, giudicato non da ultimo uomo dall’arbitro. Poco dopo, cartellino giallo proprio per Ramon per un fallo ai limiti dell’area, tra i fischi del pubblico.
La ripresa si apre col lampo di Vergara
Il secondo tempo comincia nel modo migliore per il Napoli. Dopo appena un minuto, un Como fin lì impeccabile si distrae. Hojlund inventa in verticale, bucando la retroguardia ospite, e serve Vergara che si invola verso Butez e lo batte con un rasoterra angolato. È l’1-1, il Maradona esplode e l’inerzia della gara cambia improvvisamente.
Il Napoli cresce, alza il baricentro e aumenta la pressione. Al 4’ Ramon stende ancora Hojlund al limite dell’area mentre l’attaccante si prepara al tiro: Manganiello non estrae il secondo giallo e scatena le proteste furiose di Conte, che viene richiamato a più riprese dalla panchina. Fabregas corre ai ripari e sostituisce subito il difensore spagnolo con Kempf.
Cambi, tensione e occasioni da entrambe le parti
Con il passare dei minuti la partita resta viva, ma meno lucida. Conte prova a incidere sulle corsie laterali inserendo Politano, Spinazzola e il debuttante Alisson Santos, aumentando ritmo e aggressività. Il Como risponde con i cambi, inserendo Douvikas e poi Da Cunha e Jesus Rodriguez, cercando freschezza e profondità.
Il Napoli va vicino al vantaggio con un colpo di testa di Rrahmani salvato sulla linea da Nico Paz e con una bella incursione di Spinazzola, che salta due uomini prima di essere murato al momento della conclusione. Nel finale entra anche Lukaku, poi Gutierrez, mentre Fabregas si gioca la carta Vojvoda per dare ampiezza.
Proprio il neoentrato sfiora il gol all’83’, con un destro potente deviato in angolo da Milinkovic-Savic, decisivo anche nel corso della partita. Nei minuti conclusivi non arrivano altre occasioni limpide e il match scivola inevitabilmente verso i calci di rigore.
La lotteria dal dischetto e l’errore decisivo
La serie dei rigori si trasforma in una maratona infinita. Napoli e Como segnano sei dei primi sette tiri. Gli azzurri sbagliano con Lukaku, i lariani con Perrone. Si va avanti a oltranza, con tensione altissima sugli spalti.
All’ottava serie Valle spiazza Milinkovic-Savic. Tocca a Lobotka, che calcia ma si fa ipnotizzare da Butez, autore della parata decisiva. Il Como esulta, il Napoli resta immobile, incredulo. Finisce 8-7 dal dischetto, con i lariani che volano in semifinale dove affronteranno l’Inter, mentre l’altra semifinale vedrà l’Atalanta contro la vincente di Bologna-Lazio.
Le parole di Conte e l’amarezza finale
Nel dopopartita Antonio Conte analizza con lucidità l’eliminazione. “Onore ai ragazzi, perché non era assolutamente una partita semplice. Affrontavamo un Como in totale organico e che veniva da dieci giorni di pausa. Noi venivamo da una gara dispendiosa contro il Genoa e senza un’altra pedina come McTominay. Stiamo andando oltre le nostre potenzialità attuali”, ha spiegato ai microfoni di Italia Uno.
Sulla direzione arbitrale, il tecnico azzurro ha aggiunto: “Non voglio parlare sempre di arbitri. Non è una buona stagione per gli arbitri, ogni partita c’è qualcuno che si lamenta. Così come miglioriamo noi, penso che anche Rocchi debba migliorare arbitri e Var”.
Infine, sulle ambizioni e sugli infortuni: “Scudetto? Cerchiamo di essere seri. Abbiamo poche risorse rispetto alle ambizioni iniziali. In un anno e mezzo abbiamo comunque portato a casa una Supercoppa e uno Scudetto. Gli infortuni sono problemi gravi che ti condizionano tutta la stagione: non è facile avere sei o sette giocatori importanti sempre fuori”.
Il Napoli esce così dalla Coppa Italia, dopo averla riacciuffata e giocata fino all’ultimo respiro. La notte del Maradona lascia amarezza, polemiche e rimpianti, ma anche la consapevolezza di una squadra che, pur in emergenza, non ha mai smesso di lottare.









