
L’eco dello scandalo Epstein continua a riverberarsi con forza in tutto il mondo e i suoi riflessi hanno raggiunto anche l’Italia. Non si parla più solo del mondo della moda: tra i sei nomi svelati dal deputato democratico Ro Khanna, figura infatti, anche un certo Nicola Caputo.
Si tratta di nomi che fino a pochi giorni fa erano rimasti chiusi nei file sull’ex finanziere pedofilo morto suicida nel carcere Metropolitan Correctional Center di New York, mentre era in attesa di processo per traffico di minorenni. Negli Usa i deputati puntano il dito contro il Dipartimento di Giustizia, che ha tenuto per tanto tempo gli atti secretati.
In Italia invece, si è gridato allo scandalo dopo che la rivista New Republic ha associato il nome Nicola Caputo alla figura dell’ex eurodeputato del Pd (dal 2014 al 2019), poi assessore regionale in Campania. E oggi, passato a Forza Italia, consigliere per l’export del ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Un caso di omonimia?
Ma potrebbe trattarsi di un clamoroso caso di omonimia. Nelle carte desecretate infatti, sarebbero citate anche altre persone con lo stesso cognome: Michael Caputo, Kate Caputo e Christina Caputo.
La replica di Caputo: “Non accetterò linciaggi mediatici”
“Non c’entro niente con questa storia”, ha commentato a caldo l’ex assessore regionale campano, raggiunto al telefono da Ansa. “Il Nicola Caputo che cercate non sono io che, all’epoca dei file di Epstein, nel 2009, ero solo un consigliere regionale e non avevo contatti con gli Stati Uniti”.
Caputo ha fatto sapere che si informerà sulla vicenda: “Conto di chiamare al più presto l’ambasciata negli Usa per avere chiarimenti. Di certo non intendo accettare linciaggi mediatici”.
Gli haters sui social: “Ho già dovuto fermarne un paio”
E in un post sui social ha aggiunto: “Ho appreso la notizia dai social e ho già dovuto fermare un paio di haters sui miei profili. Poi hanno cominciato a chiamarmi tutti. Vorrei capire sulla scorta di quali informazioni sarei io il Nicola Caputo tirato in ballo. Non posso credere a quello che mi sta succedendo”.
Nicola Caputo ha annunciato che ricorrerà per le vie legali: “Ho già dato mandato al mio difensore di tutelare in ogni modo la mia immagine e la mia reputazione, onde evitare che simili comportamenti dovessero ripetersi e/o perdurare”.








