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Uno spiacevole avvenimento è accaduto oggi intorno alle ore 13:00 all’Istituto Comprensivo “G. Costantini” di San Paolo Belsito, provincia di Napoli. All’interno di una delle pentole utilizzate per preparare i pasti agli alunni, è stato trovato un topo, trasformando una normale giornata di lezione in una situazione di emergenza, che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e delle autorità sanitarie.
Grazie alla prontezza dell’operatrice, la pentola con il topo è stata subito isolata, evitando che il cibo contaminato arrivasse ai bambini. La donna, che lavora per la società esterna che gestisce la mensa, se ne è accorta mentre stava sistemando i contenitori del pranzo. L’episodio è avvenuto proprio negli attimi che precedono la distribuzione dei pasti agli alunni della scuola primaria.

Indagini e controlli delle autorità

Le autorità sono state immediatamente coinvolte: sul posto sono arrivati i Carabinieri della stazione locale e i militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Napoli. La dirigente scolastica, appena informata dell’accaduto, ha subito richiesto il loro intervento.
Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire con precisione come sia avvenuto l’incidente, per capire in quale fase del percorso il topo sia entrato nella pentola. Si dovrà stabilire se l’animale fosse già nel contenitore prima della cottura oppure se l’entrata sia avvenuta durante il trasporto o la conservazione dei pasti, considerando che spesso i centri di cottura si trovano lontano dai plessi scolastici.

Reazioni della comunità e dibattito sulla sicurezza

L’episodio ha suscitato grande indignazione nella comunità di San Paolo Belsito. In attesa di chiarire le responsabilità, si stanno valutando provvedimenti come la chiusura temporanea della mensa o la sospensione della ditta fornitrice. Gli ispettori sanitari dell’Asl di Marigliano, competenti per il territorio, hanno effettuato controlli accurati sia nei locali della mensa sia sulle procedure della ditta di refezione, verificando certificati di derattizzazione e disinfestazione e ispezionando gli spazi in cui viene preparato il cibo. Tutto questo è avvenuto insieme all’intervento dei Carabinieri.

Le famiglie degli alunni chiedono ora spiegazioni e garanzie per il futuro, affinché il pasto torni a essere un momento di educazione e nutrimento, e non una fonte di preoccupazione per la salute dei figli. Restano dubbi su come sia stato possibile che un corpo estraneo arrivasse fino alla cucina, nonostante il pericolo sia stato evitato prima della somministrazione. Se da un lato la rapidità della segnalazione dimostra che i controlli diretti degli operatori possono funzionare, dall’altro il caso della scuola “Costantini” riapre il dibattito sulla qualità e sulla sicurezza del cibo nelle scuole.

Lucia Pia Mandara 

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