Torna l’incubo degli assalti ai bancomat nell’area metropolitana di Napoli. Nella notte di giovedì 12 febbraio, i malviventi hanno preso di mira due diversi istituti di credito con tecniche quasi paramilitari.
Ma stavolta, nonostante l’uso di esplosivi e barricate stradali per coprire la fuga, non sono riusciti a portare via il denaro, lasciando dietro di sé solo danni e caos.
Napoli: l’esplosione in via Minichino e le barricate per la fuga
Intorno alle 3 di notte, i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Napoli sono intervenuti in via Domenico Minichino. Poco prima una banda di ignoti ha fatto esplodere uno sportello ATM, causando una violenta esplosione. Ma il loro piano è fallito: i banditi infatti, non sono riusciti ad estrarre le cassette contenenti il denaro. Non si sono registrati feriti.
Per assicurarsi la fuga ed impedire l’arrivo tempestivo delle forze dell’ordine, i delinquenti hanno messo in atto una strategia sofisticata. Prima hanno forzato alcune autovetture in sosta e le hanno spostate fisicamente per bloccare l’accesso a Corso Sirena e Corso Bruno Buozzi.
Poi, durante la fuga, hanno cosparso il manto stradale di chiodi per forare le gomme delle gazzelle dei militari. Le indagini sono in corso per chiarire la dinamica e identificare i responsabili. Sarebbero stati già acquisiti i filmati delle telecamere di videosorveglianza.
San Giuseppe Vesuviano: l’auto-ariete contro la vetrata
Circa un’ora dopo, intorno alle 4.30, un secondo assalto ha colpito San Giuseppe Vesuviano. In via XX Settembre, i malviventi hanno tentato di scardinare l’ATM di una banca utilizzando un’Alfa Romeo Giulietta risultata rubata, come un vero e proprio ariete.
I banditi si sono lanciati con l’auto contro la vetrata, danneggiandola pesantemente nel tentativo di asportare l’ATM. Anche in questo caso però, l’assalto è andato a vuoto. La banda è stata costretta a fuggire a mani vuote, lasciando il veicolo sul posto.

Anche in questo caso sono in corso le indagini dei carabinieri. Sul posto, anche i militari del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata. L’auto è stata sequestrata per la ricerca di tracce biologiche o eventuali impronte digitali.
L’ombra della banca dei bancomat: dai recenti arresti all’allerta della Questura
Quello dei furti ai bancomat è diventato un vero e proprio incubo per la Campania, trasformandosi in un fenomeno con frequenza quasi quotidiana. Solo la scorsa settimana, le forze dell’ordine hanno messo a segno un colpo importante, arrestando cinque persone di età compresa tra i 22 e i 55 anni. La banda, accusata di furto aggravato, avrebbe colpito i comuni di Casavatore e Agerola.
Il quartier generale dell’organizzazione era situato proprio a San Gennaro Vesuviano, dove gli agenti hanno rinvenuto un “tesoro” di 20mila euro in contanti, ritenuto il provento delle attività illecite.
Nonostante questi arresti, l’ondata di criminalità non sembra arrestarsi, e sta colpendo a macchia d’olio diverse zone: dai Monti Lattari fino a Marigliano, Pomigliano D’Arco, Scisciano, San Giorgio a Cremano, Giugliano, Nola, Pozzuoli.
Di fronte a questa escalation, a fine gennaio la Questura di Napoli ha disposto un rafforzamento straordinario dei controlli su tutta l’area metropolitana.










