Un nuovo progetto prende vita nella città di Pompei: la realizzazione del Museo Archeologico Civico, pensato non solo per conservare reperti, ma per raccontare vicende che non hanno mai smesso di vivere. Il museo troverà spazio al piano terra di Palazzo De Fusco, in piazza Bartolo Longo. L’iniziativa, finanziata per 200mila euro dalla Città Metropolitana di Napoli su un valore complessivo di 322.624,15 euro, rappresenta un investimento culturale, che punta anche allo sviluppo del territorio. Il percorso espositivo sarà ideato per rendere i materiali accessibili a tutti, dalle scuole ai visitatori, valorizzando l’identità della città oltre gli scavi archeologici.
Passaggi concreti e gara per i lavori
Il progetto entra ora nel vivo con un atto decisivo: la gara per la realizzazione e l’ammodernamento del Museo. Dietro questa iniziativa ci sono risorse economiche, procedure previste dal nuovo Codice dei Contratti e un calendario dei lavori che ne fissa la conclusione al 30 novembre 2026. La fase di progettazione ha visto la stesura del progetto esecutivo e culturale, approvato l’8 gennaio 2026, mentre la convenzione per il finanziamento era stata firmata nel marzo 2025, dopo la candidatura del Comune nel dicembre 2024. L’iniziativa rientra nell’avviso pubblico della Città Metropolitana, che sostiene i Comuni nel rafforzare i luoghi della cultura e l’offerta turistica.
Tempistiche e sogno realizzato
Il museo era uno dei grandi desideri del defunto sindaco Carmine Lo Sapio, che lo aveva indicato come punto strategico del suo mandato. Sarà un luogo aperto e accessibile, capace di accogliere cittadini e visitatori, andando oltre la semplice esposizione di reperti. Il gruppo di lavoro interno segue con precisione tutte le fasi del progetto e sono previste scadenze ben definite: il contratto sarà stipulato entro il 30 marzo 2026, i lavori dovranno essere completati entro fine novembre 2026 e il certificato di regolare esecuzione sarà rilasciato entro il 31 dicembre 2026. Il sogno prende così vita, dando a Pompei un museo che unisce memoria, cultura e identità.
Lucia Pia Mandara









