Una giornata di protesta davanti agli ingressi degli Scavi di Pompei, tra striscioni, manifesti ironici e prese di posizione ufficiali. Venerdì 13 febbraio le guide turistiche hanno manifestato contro la decisione del Parco Archeologico di Pompei di eliminare le postazioni interne a loro riservate, attive da oltre quindici anni. Una scelta che ha innescato uno scontro istituzionale e sindacale.
Tra manifesti funebri riportanti scritte ironiche e striscioni con le scritte “Giù le mani dalle guide”, la tensione è salita, aggravato dalla notizia di una lettera di minacce indirizzata al direttore Gabriel Zuchtriegel e alla sua famiglia.
La mobilitazione si è svolta senza bloccare l’accesso dei visitatori al sito, ma ha acceso il dibattito sulla gestione dei servizi di accompagnamento e sulle modalità con cui la decisione è stata comunicata agli operatori del settore.
La protesta delle guide contro l’abolizione delle postazioni interne
Al centro della contestazione c’è la soppressione delle postazioni interne riservate alle guide turistiche, istituite nel 2010 in un contesto definito allora emergenziale per regolare l’interazione tra visitatori e professionisti abilitati.
Le guide sostengono che la decisione della direzione sia arrivata senza un confronto preventivo e che abbia cancellato un sistema di regolamentazione consolidato. In piazza sono comparsi striscioni con la scritta “Giù le mani dalle guide” e manifesti funebri dal tono ironico, simbolo di quella che gli operatori considerano una penalizzazione della categoria.
A manifestare sono stati gli iscritti a diverse sigle: Cgil, Agtc, Uiltucs Campania, Federagit Confesercenti Campania, Agta, Confguide Campania, Confsal, Angt.
La lettera intimidatoria al direttore Gabriel Zuchtriegel
Nel corso della giornata è emersa la notizia di una lettera di minacce indirizzata al direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel e ai suoi familiari. A riportare la vicenda è stato il quotidiano Il Mattino, che ha citato alcuni passaggi del testo: «La storia porta in sé la condanna e la pena per ogni tiranno».
Al momento della protesta il direttore non si trovava in ufficio. Al suo rientro avrebbe deciso di presentare denuncia alle autorità competenti.
Dalla missiva intimidatoria hanno preso le distanze gli stessi manifestanti. La presidente dell’associazione delle guide turistiche, Susy Martire, ha dichiarato: «Confermiamo in toto le ragioni alla base del presidio, ma allo stesso tempo prendiamo le distanze da chi usa termini e modi che non ci rappresentano».
E ancora: «Siamo convinti di essere dalla parte della ragione, ma condanniamo chi usa atteggiamenti fuori luogo».
La posizione di Confsal: “Comunicazione inaspettata e sotto Natale”
Tra le voci critiche anche quella di Giovanni Tramparulo, sindacalista Confsal, che ha parlato di una decisione assunta senza adeguato confronto.
Secondo Tramparulo si sarebbe trattato di una scelta presa «in modo inaspettato e sicuramente non piacevole, visto che soli due giorni prima del Santo Natale la notizia è trapelata in modo ufficioso e senza neanche aver avuto la decenza di convocare i responsabili di categoria». Le guide sostengono di aver appreso la notizia ufficialmente dagli organi di informazione e contestano la modalità di comunicazione adottata dalla direzione.
Alcuni rappresentanti della categoria ritengono inoltre che dietro la decisione vi sia una motivazione di natura economica, ipotizzando l’intenzione di internalizzare i servizi di guida “solo per fare cassa”.
Le motivazioni ufficiali del Parco Archeologico di Pompei
Nel corso della giornata è arrivata la risposta ufficiale del Parco Archeologico di Pompei. In una nota, la direzione ha ricordato che il presidio interno delle guide private era nato nel 2010 in un contesto emergenziale per disciplinare i rapporti tra visitatori e professionisti abilitati che operano in proprio.
Secondo il Parco, oggi quel contesto sarebbe radicalmente mutato e l’emergenza superata. Viene inoltre richiamata una contestazione dell’Antitrust risalente al 2018, oltre a un riferimento al quadro normativo vigente.
La direzione ha precisato che musei e parchi archeologici svolgono per legge servizi culturali e didattici, sia tramite personale ministeriale – come gli assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza – sia attraverso partnership e concessioni assegnate tramite procedure di selezione ed evidenza pubblica.
Tra le motivazioni indicate figurano anche ragioni pratiche: dopo la pandemia da Covid-19, la richiesta di guide private presenti in loco sarebbe diminuita, poiché molti visitatori arrivano già con accompagnatori prenotati online o tramite agenzie.
Le lamentele dei visitatori e i rilievi del Parco
Il Parco ha fatto riferimento anche a un aumento delle segnalazioni da parte dei turisti legate alla presenza delle guide private all’interno del sito.
Tra le criticità indicate figurano: mancanza di trasparenza; scarsa qualità della visita; inadeguate conoscenze linguistiche rispetto a quanto dichiarato; assenza di fatturazione fiscale.
Nella nota si legge che il Parco, pur avendo avviato interlocuzioni con gli interessati, non avrebbe potuto intervenire in modo risolutivo, trattandosi di liberi professionisti, solo in parte rappresentati da associazioni di categoria.
Il direttore Gabriel Zuchtriegel ha dichiarato: «Credo che alla fine questo cambiamento farà bene a tutti, incluse le guide».
E ancora: «Quando ho iniziato a Paestum mi veniva rinfacciato di aver lavorato come guida in precedenza, come se questo fosse squalificante. Invece è un lavoro difficile, bellissimo e importante e il Parco si impegnerà in futuro affinché le guide che lavorano con grande professionalità trovino le migliori condizioni possibili».
La richiesta di confronto dei sindacati
La mobilitazione era stata preannunciata da una lettera inviata nei giorni precedenti al direttore da Filcams Cgil Napoli.
La segretaria generale Luana Di Tuoro ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto: «Chiediamo di aprire il dialogo su una decisione che ha eliminato una regolamentazione voluta oltre 15 anni fa, proprio per ottimizzare il servizio delle guide autorizzate».
La dirigente sindacale ha inoltre annunciato che, in assenza di risposte ufficiali, nei prossimi giorni potrebbe essere richiesto l’intervento del prefetto di Napoli.
La vicenda resta aperta sul piano istituzionale e sindacale, mentre agli ingressi degli Scavi il confronto tra direzione e operatori turistici continua a segnare un passaggio delicato nella gestione dei servizi di accompagnamento all’interno del sito archeologico.
Ivan di Napoli









