Si è conclusa con uno straordinario successo di pubblico e critica la sesta edizione del Vesuvius Film Festival. Una kermesse che, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e del Ministero dell’Ambiente, ha saputo trasformare il territorio vesuviano nel fulcro di un dialogo internazionale tra arte cinematografica, tutela dell’ecosistema e solidarietà civile.

Giovanna D’Amodio: l’anima e la visione del Festival

A guidare questa imponente macchina organizzativa è l’Architetto Giovanna D’Amodio, Presidente e Direttrice Artistica della manifestazione. Con una visione che coniuga estetica e responsabilità, la D’Amodio ha saputo plasmare un evento “Plastic Free” capace di celebrare le eccellenze del territorio senza mai perdere di vista l’inclusività sociale e la sostenibilità. È grazie alla sua determinazione se il Festival è oggi considerato un “alleato prezioso” per le istituzioni, un attrattore culturale che trasforma le bellezze naturali del Vesuvio in un linguaggio universale di emozione e consapevolezza.

Adriano Aragozzini: il ritorno del “Patron” tra le Eccellenze

Tra i momenti più alti dell’evento spicca la partecipazione di figure che hanno fatto la storia dello spettacolo italiano e internazionale. Riflettori puntati su Adriano Aragozzini, giornalista e storico produttore esecutivo del Festival di Sanremo. La sua presenza ha portato al Vesuvius Film Festival il prestigio di una carriera ineguagliabile: dall’attività di manager per icone come Gino Paoli, Luigi Tenco e Domenico Modugno, all’organizzazione dei tour italiani di leggende mondiali quali Tina Turner, Ray Charles ed Ella Fitzgerald. Aragozzini, già cittadino onorario di New York per il suo ruolo di promotore della cultura italiana, incarna perfettamente lo spirito di internazionalità che il festival di Pompei ambisce a rappresentare.Da Hollywood al Vesuvio: Il Trionfo di Emily Letran

Il respiro globale della rassegna è stato suggellato dalla prestigiosa presenza di una delegazione proveniente direttamente da Los Angeles. Il Premio Vesuvius “International Movies” è stato infatti assegnato a “The Book of Death”, opera diretta da Emily Letran. La Letran non è solo una regista di talento, ma ricopre l’influente carica di Presidente del Los Angeles Tribune Film Festival, rendendo la sua partecipazione un ponte culturale diretto tra la “mecca del cinema” statunitense e il cuore della Campania.

Federico Wardal: una star internazionale per Fellini

Altra figura centrale della kermesse è stata quella del Conte Federico Wardal, attore e testimonial internazionale, che ha ricoperto il ruolo di Presidente onorario della sezione internazionale. Wardal ha arricchito la serata di gala con una performance ispirata al suo grande maestro e amico Federico Fellini, a cui questa sesta edizione del festival è stata interamente dedicata. La sua presenza ha conferito un tocco di eleganza aristocratica e profondità artistica, legando indissolubilmente il festival alla grande tradizione del cinema d’autore.

Una passerella di talenti

La cerimonia di premiazione, condotta da Alan De Luca e Brunella Postiglione presso il Teatro Mattiello di Pompei, ha visto sfilare un parterre di premiati di altissimo profilo, tra cui Massimiliano Gallo (vincitore del Premio Vesuvius Docufilm per “Il Barocco napoletano”), Adelmo Togliani, Claudio Amendola (Miglior Attore per “The Measure of a Man”) e Angela Finocchiaro.

Il Vesuvius Film Festival 2025 si conferma così non solo come un concorso cinematografico, ma come un ecosistema vivente dove la cultura diventa strumento di salvaguardia ambientale e di promozione turistica sostenibile, proiettando l’immagine del Vesuvio e di Pompei nel firmamento del cinema mondiale.

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