Caivano, minacce a don Patriciello: l’omelia diventa un appello contro odio e menzogna

«Si può uccidere anche con la lingua». È da questa frase, richiamando un invito di Papa Leone in vista della Quaresima, che Don Maurizio Patriciello ha aperto l’omelia della messa vespertina, commentando il Vangelo di Matteo e invitando i fedeli a un simbolico digiuno della lingua, contro offese e menzogne.

Alla funzione religiosa hanno preso parte numerose autorità civili e religiose. In chiesa erano presenti il Michele di Bari, il Domenico Airoma, il Antonio Angelino, oltre ai vertici provinciali delle forze dell’ordine. Nel corso della cerimonia è giunto anche il Angelo Spinillo.

Nel corso dell’omelia, il sacerdote – più volte destinatario in passato di minacce – ha fatto solo un breve riferimento alla lettera intimidatoria ricevuta nei giorni scorsi. «Questo signore può dire quello che vuole ma ha il dovere di firmare», ha affermato, definendo il gesto un comportamento da vigliacco. Riprendendo il passo evangelico, ha invitato i fedeli a rifuggire dalla menzogna, ricordando l’insegnamento: «Il vostro parlare sia sì sì, no no».

Lettere anonime e foto: minacce di morte a Don Patriciello e alla premier Meloni

A margine della celebrazione, don Patriciello è tornato sulla vicenda parlando con i giornalisti. «Dispiace che arrivi una lettera che condanna a morte e non si abbia il coraggio neanche di presentarsi», ha dichiarato, sottolineando come il testo fosse assurdo e contenesse anche riferimenti al presidente del Consiglio.

Il sacerdote ha raccontato di aver inizialmente pensato di buttare la lettera nel cestino, dopo aver letto parolacce e offese. «Poi ho pensato che potesse essere utile alle forze dell’ordine e l’ho consegnata a un agente della mia scorta», ha spiegato. Resta però l’incertezza sull’origine del messaggio: «Vorrei capire la matrice. Il timbro sulla busta è di Padova e il giornalista a cui si fa riferimento è di Padova. Non ho ancora capito molto, navigo nella confusione totale».

Nonostante l’episodio, don Patriciello ha ribadito la volontà di andare avanti. «Se dovesse bastare una lettera di minacce per farci tornare indietro, sarebbe molto triste», ha concluso, lasciando un messaggio chiaro di determinazione e fermezza.

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