Una serie di lettere minatorie e materiale fotografico intimidatorio sono stati recapitati al parroco del Parco Verde Don Maurizio Patriciello. Nel mirino, anche la presidente del Consiglio e un giornalista vicentino. Il prefetto di Napoli: “Non arretreremo, controllo del territorio potenziato”.
Un nuovo, inquietante episodio di intimidazioni scuote Caivano. Don Maurizio Patriciello, il parroco da anni in prima linea contro la criminalità nel Parco Verde, è diventato bersagilo di gravi minacce attraverso lettere anonime e materiale fotografico dal contenuto intimidatorio. Le missive non riguardano solo il sacerdote. Tra i destinatari delle minacce figurano anche la premier Giorgia Meloni e il giornalista vicentino Adriano Cappellari, collaboratore della testata L’Altopiano, autore di alcuni articoli sull’opera del prete campano.
La risposta delle istituzioni e il vertice a Caivano
La gravità sul materiale ricevuto ha fatto scattare immediatamente i protocolli di sicurezza. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha avuto un colloquio telefonico con il prefetto di Napoli Michele Di Bari, per fare il punto della situazione.
Domenica 15 febbraio al Comune di Caivano si è tenuta una riunione tecnica di coordinamento dei vertici delle forze di polizia, alla quale ha partecipato anche il capo della Procura di Napoli Nord Domenico Airoma. Al termine del vertice si è deciso di potenziare i servizi di controllo del territorio a Caivano e di aumentare le misure di tutela personale per Don Patriciello, che già da diversi anni vive sotto scorta.
Il contenuto delle lettere e la matrice
Secondo quanto emerso, una delle lettere sarebbe partita da Padova, come indicato dal timbro postale. Il giornalista Adriano Cappellari ha già sporto denuncia dopo che anche la redazione della sua testata ha ricevuto messaggi volti a “far tacere” il collaboratore.
Don Maurizio Patriciello ha commentato l’accaduto al termine della messa celebrata in presenza del prefetto, del procuratore e dei vertici provinciali delle forze dell’ordine: “Non riesco a capire cosa ci sia dietro, ma se dovesse bastare una missiva per fermarci…”. Il sacerdote ha poi definito il mittente un “vigliacco”, sottolineando che “si può uccidere anche con la lingua” e invitando chiunque abbia qualcosa da dire a firmare le proprie affermazioni.
Solidarietà corale
L’episodio a acceso la catena della solidarietà da tutte le parti politiche a livello nazionale. All’ondata di sdegno ha preso parte anche il governatore campano Roberto Fico, che ha condannato fermamente i messaggi intimidatori, definendoli “incompatibili con i principi della legalità e del vivere civile”.
Il neo eletto presidente ha ribadito la necessitò di difendere i valori democratici con determinazione. Il prefetto di Napoli Michele Di Bari, prima di lasciare Caivano si è recato personalmente in parrocchia, per ribadire che lo Stato non farà passi indietro.









