Ore di attesa febbrile e di angoscia all’ospedale Ospedale Monaldi di Napoli. La decisione sull’eventuale secondo trapianto di cuore per il piccolo Tommaso, attesa per oggi, è stata ufficialmente rinviata a domani.
L’Heart Team ha scelto di non esprimersi immediatamente, richiedendo ulteriori esami e approfondimenti diagnostici prima di emettere un verdetto che, con il passare delle ore, appare sempre più delicato. Una scelta che prolunga l’agonia dell’attesa per la famiglia, ma che testimonia la volontà di valutare ogni elemento clinico prima di assumere una decisione definitiva.
Alle 19 l’aggiornamento ufficiale: le condizioni del bambino sono definite “stabili in un quadro che permane di grave criticità”. Il piccolo resta ricoverato in terapia intensiva, sotto stretto monitoraggio assistenziale e strumentale, con il coinvolgimento di numerose consulenze specialistiche.
Ancora in lista trapianto, ma il quadro è drammatico
Secondo quanto comunicato, l’Heart Team – sulla base della decisione del medico responsabile – ritiene che il bambino sia ancora idoneo a permanere in lista trapianto. Un dettaglio che mantiene acceso un filo di speranza.
Parallelamente, l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha coinvolto sin dall’inizio i maggiori specialisti in campo pediatrico, anche attraverso le professionalità dell’Ospedale Santobono Pausilipon. È stato inoltre organizzato un consulto con strutture italiane ad alto volume di trapianti pediatrici per una rivalutazione congiunta al letto del paziente.
L’Heart Team aggiornato si svolgerà mercoledì e servirà anche a valutare eventuali trattamenti terapeutici alternativi o aggiuntivi al trapianto.
Il parere negativo del Bambin Gesù pesa sulla scelta
A influenzare il rinvio della decisione è anche la consulenza esterna dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Gli specialisti capitolini hanno espresso un parere fortemente negativo sull’ipotesi di un nuovo intervento.
Secondo la relazione tecnica, le condizioni cliniche del bambino sarebbero troppo compromesse per affrontare un secondo trapianto e la successiva terapia immunosoppressiva necessaria per evitare il rigetto.
Tommaso è in vita grazie all’ECMO, il macchinario per la respirazione e la circolazione extracorporea. Ma il supporto prolungato ha provocato complicanze gravissime: un’emorragia cerebrale, un’infezione sistemica non controllata e un’insufficienza multiorgano che coinvolge reni, polmoni e fegato. Per i medici romani il rischio di mortalità intraoperatoria è definito “estremamente alto”.
Eppure, senza un cuore funzionante, il tempo a disposizione si riduce ogni giorno.
L’inchiesta della Procura e i sei indagati
Mentre si attende il verdetto medico, prosegue l’inchiesta della Procura di Napoli, coordinata dall’aggiunto Antonio Ricci e dal pm Giuseppe Tittaferrante.
Sono attualmente sei i sanitari iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di lesioni colpose. Sotto la lente dei Carabinieri del NAS c’è quanto accaduto il 23 dicembre scorso, quando l’équipe si recò a Bolzano per il prelievo del cuore poi rivelatosi non funzionante dopo l’impianto.
Secondo la famiglia, l’organo sarebbe stato “bruciato” durante il trasporto a causa dell’uso di ghiaccio secco al posto di quello tradizionale. L’indagine è complessa e coinvolge diversi livelli di competenza, con verifiche anche a Bolzano, dove si svolse l’espianto multiorgano.
Oggi è stato ascoltato come persona informata dei fatti il cardiologo responsabile del follow-up post-trapianto, dimessosi il 29 dicembre 2025, appena sei giorni dopo l’intervento fallito.
La madre non si arrende: “Non mollo”
In mezzo a pareri contrastanti e scenari clinici drammatici, la voce che continua a farsi sentire è quella di mamma Patrizia.
«Non mollo, non perdo la speranza», ripete ogni giorno all’uscita dal reparto di terapia intensiva, dopo aver salutato il suo “piccolo guerriero”.
L’avvocato Francesco Petruzzi ha annunciato che, anche in caso di parere negativo del Monaldi, la volontà della madre è quella di chiedere un terzo parere presso un altro centro di eccellenza. La famiglia attende di ricevere tutte le relazioni interdisciplinari complete per valutare ogni possibile strada, sia medica sia legale.
Fiaccolata e intervento del Ministro
In serata, all’esterno del Monaldi, un’associazione di familiari di bambini trapiantati ha organizzato una fiaccolata silenziosa di solidarietà, chiedendo quello che molti definiscono ormai un miracolo.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Ministro della Salute, Orazio Schillaci: «Siamo vicini al bambino e alla sua famiglia. Dobbiamo avere prudenza e aspettare i risultati degli ispettori e della magistratura. Abbiamo fiducia nei NAS e nel lavoro degli inquirenti».
Intanto, la decisione è stata rinviata. Ancora 24 ore di attesa, di speranza e di paura. Domani l’Heart Team del Monaldi dovrà sciogliere il nodo più difficile: tentare un nuovo trapianto o fermarsi davanti a un rischio considerato altissimo.
E mentre il tempo scorre, il destino di Tommaso resta appeso a una decisione che vale una vita.
Pasquale Cirillo









