Nasce il distretto “Terra Viva – Gusto, Mani e Storia” che abbraccia cinque comuni dei Monti Lattari. Si tratta di un nuovo e importante strumento di sviluppo territoriale, che segna l’avvio di una fase di collaborazione strutturata tra istituzioni e associazioni di categoria per la crescita del commercio e la valorizzazione della città.

Fanno parte del progetto i Comuni di Agerola, Casola di Napoli, Lettere, Pimonte e Santa Maria la Carità. Nei giorni scorsi si è tenuto, proprio presso il Comune sammaritano, un tavolo di confronto istituzionale che ha visto i sindaci dei cinque comuni lavorare insieme alle associazioni di categoria, al fine di definire gli ultimi passaggi necessari al riconoscimento ufficiale del Distretto.

“L’incontro – afferma Giosuè D’Amora, sindaco di Santa Maria la Carità – si è svolto in un clima di accoglienza e proficua cordialità ed è stato l’occasione per fare il punto sull’iter burocratico in corso. Nello stesso tempo – continua – il vertice ha tracciato la visione di quello che sarà il distretto Terra Viva – Gusto, Mani e Storia”.

Una volta ottenuto il via libera regionale, il distretto opererà come un organismo di regia strategica, capace di agire al fianco delle imprese e del territorio grazie anche a opportunità di finanziamento proposte dagli enti sovraordinati.

“Il progetto – affermano i sindaci D’Amora, Tommaso Naclerio, Francesco Somma, Alfredo Rosalba e Anna Amendola in una nota ufficiale – punta a introdurre, in una fase successiva, mirate misure di agevolazione fiscale di competenza comunale e ambiziosi interventi di rigenerazione urbana. In prospettiva, il Distretto si candida a diventare il motore dell’innovazione per il commercio locale e del turismo, prevedendo, tra le varie, il potenziamento dei servizi digitali e la creazione di percorsi integrati per accrescere l’attrattività e la competitività dell’intero territorio”.

I primi cittadini, gli assessori e i rappresentanti delle associazioni hanno espresso grande soddisfazione per la compattezza della rete.

“L’obiettivo – concludono – è trasformare questa sinergia in un volano concreto per gli operatori, proiettando il tessuto produttivo verso un futuro di servizi all’avanguardia e valorizzazione delle eccellenze locali”.

Francesco Fusco

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