Lo Spolettificio di Torre Annunziata rischia di chiudere e i sindacati chiedono chiarezza al Ministero della Difesa e all’Agenzia Industrie Difesa sul futuro del sito e dei lavoratori. Quello che un tempo era un grande punto di riferimento occupazionale, con oltre 600 dipendenti, oggi conta appena una trentina di addetti. La vicenda è tornata al centro dell’attenzione dopo la riunione dell’11 febbraio, in cui si è parlato dello spostamento delle attività e del personale.
La Cisl FP Napoli ha proclamato lo stato di agitazione, considerandolo l’ultimo tentativo per fermare una scelta che sembrerebbe portare alla chiusura dello stabilimento e al trasferimento dei lavoratori alla Maricorderia di Castellammare di Stabia. L’ipotesi di dismissione, però, non nasce ora. Già il 25 giugno scorso, durante un incontro con i vertici dell’Agenzia e la rappresentanza sindacale interna, si era discusso di un piano di rilancio che includeva anche nuovi progetti produttivi basati su tecnologie innovative. In quella occasione erano emerse criticità legate alla possibile riduzione dell’area dello stabilimento, gran parte della quale dovrebbe essere destinata ad altri enti pubblici.
La riorganizzazione degli spazi è collegata a un accordo firmato nel 2023 tra Ministero della Difesa, Ministero della Cultura, Agenzia del Demanio e Comune di Torre Annunziata, che prevede la cessione di porzioni dell’area per iniziative culturali, istituzionali e di servizio. In questo contesto si inserisce anche l’intervento del Coordinamento Nazionale Difesa di Confindesa, che con una nota del 13 febbraio 2026 ha chiesto un incontro urgente al Gabinetto del Ministro della Difesa, denunciando la mancanza di confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e chiedendo l’apertura di un tavolo di discussione per salvaguardare i posti di lavoro.
Sulla stessa linea il sindacato Salpi dell’Area Metropolitana di Napoli, che parla di anni di promesse non mantenute e richiama con forza il valore storico dello stabilimento oplontino. Fondato nel 1757 per volontà di Carlo di Borbone su progetto di Francesco Sabatini, lo Spolettificio rappresenta uno dei simboli più antichi dell’industria militare italiana e una parte fondamentale della memoria produttiva di Torre Annunziata. Per generazioni ha garantito lavoro e identità a centinaia di famiglie, segnando la storia economica e sociale della città. Salpi chiede al sindaco la convocazione di un consiglio comunale aperto, coinvolgendo tutte le forze politiche e istituzionali, per costruire una strategia condivisa di rilancio e nuova occupazione.
La vertenza entra così in una fase decisiva, tra il timore di perdere un presidio storico e la richiesta di impegni chiari, affinché lo Spolettificio di Torre Annunziata non diventi l’ennesimo capitolo di chiusure che hanno segnato il territorio oplontino.










