Torre Annunziata piange uno dei suoi figli più amati. È scomparso in Germania, all’età di 83 anni, Oscar Guidone, nato nel 1943 da Salvatore, pasticciere, e Maria. Da oltre mezzo secolo viveva a Emmendingen, ma il legame con la sua città natale non si era mai spezzato.

A ricordarlo con parole cariche di emozione è stato il sindaco Corrado Cuccurullo, che lo ha definito «un ambasciatore oplontino nel mondo». «Nonostante si fosse trasferito in Germania moltissimi anni fa – ha scritto – Oscar non ha mai perso il legame con Torre Annunziata. Viveva lontano, ma lasciando un pezzo di cuore qui, non è mai veramente partito».

L’amore per Brigitte e la scelta di partire

A 25 anni, per amore della sua Brigitte – conosciuta a Positano – decise di trasferirsi in Germania. Una scelta dettata dal sentimento, ma che non significò mai un addio ai vicoli, alle tradizioni e alla cultura in cui era cresciuto.

Con sé portò due grandi passioni: il calcio, avendo giocato con il Savoia, il Sorrento e la Nocerina, e il teatro, che gli aveva regalato quella mimica espressiva e coinvolgente che lo rendeva inconfondibile.

Un ponte culturale tra due Paesi

In Germania, Guidone non si limitò a costruire una nuova vita. Divenne un punto di riferimento per la comunità italiana e un promotore instancabile della sua terra.

Fu nominato Cavaliere della Repubblica Italiana nel 2002 e ricoprì ruoli pubblici di rilievo: assessore allo sport e alla cultura a Emmendingen, docente presso l’università popolare tedesca. Grazie al suo impegno nacque il gruppo “Torresi nel mondo” e prese forma il gemellaggio tra Torre Annunziata ed Emmendingen, un legame istituzionale e umano che porta ancora oggi la sua impronta.

Per anni ha accompagnato centinaia di turisti tedeschi nella “sua” Torre Annunziata, facendo conoscere oltreconfine il culto della Maria SS. della Neve e le bellezze di Oplonti. Devotissimo alla Madonna della Neve, ripeteva spesso: «Prego ogni giorno per la mia città e perché i giovani non siano costretti ad andare via per mancanza di lavoro, come ho dovuto fare io».

Il 22 ottobre e l’amore mai interrotto

Ogni anno tornava in città per la tradizionale processione del 22 ottobre, momento simbolico per la comunità oplontina. Non era raro vederlo tra la folla con gruppi di amici tedeschi al seguito, coinvolti nella festa e nella spiritualità locale.

Si impegnava anche in attività di volontariato, come la riqualificazione di aiuole cittadine insieme ad altri cittadini. Un modo concreto per dimostrare che il suo amore per Torre Annunziata non era solo parola, ma azione quotidiana.

Il nipote Franco Guidone lo ha ricordato così: «Non ha mai staccato il cordone ombelicale con la sua città. Ha sempre dato il cuore a Torre Annunziata. Mi auguro che possa essere ricordato magari intitolandogli una strada».

Il ricordo della città e degli amici

Tra i messaggi di cordoglio, anche quello dello storico Pastificio Setaro, meta abituale delle sue visite. «Sono Oscar Guidone dalla Germania» – così si annunciava al telefono da oltre vent’anni, ricorda Vincenzo Setaro a nome della famiglia. «La notizia ci ha scossi profondamente. Non è mai realmente andato via dalla sua amata Torre Annunziata».

Parole che raccontano un uomo capace di mantenere vivi legami autentici, fatti di risate, racconti di gioventù tra Torre e Positano, amicizia sincera e presenza costante.

Un ambasciatore dell’anima torrese

Oscar Guidone è stato molto più di un emigrato di successo. È stato un ambasciatore dell’anima torrese, un uomo che ha trasformato la distanza in un ponte culturale e umano tra Italia e Germania.

Alla moglie Brigitte e ai familiari è arrivato l’abbraccio dell’intera comunità. Un abbraccio che supera confini e chilometri, proprio come ha fatto per tutta la vita Oscar Guidone.

E come ha scritto con affetto chi lo ha conosciuto, per lui possa essere, d’ora in avanti, un eterno 22 ottobre.

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