Mondragone, ripristinati 14mila metri quadrati di demanio marittimo: area restituita alla collettività.
Un’area di circa 14.000 metri quadrati di demanio marittimo è stata completamente liberata e restituita alla collettività a Mondragone, al termine di un’articolata attività investigativa disposta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito delle azioni di contrasto agli illeciti demaniali, urbanistici e ambientali.

Il provvedimento trae origine da un decreto di sequestro preventivo d’urgenza eseguito nel maggio dello scorso anno dalla Guardia Costiera di Mondragone, con il supporto della Guardia Costiera di Castel Volturno e del Gruppo Investigativo presso la Direzione Marittima di Napoli. L’intervento si inseriva in un più ampio piano coordinato di repressione delle occupazioni abusive e delle violazioni paesaggistiche insistenti sul demanio marittimo del litorale domizio.
Oggetto del sequestro era una vasta struttura balneare adibita anche ad area camping. Secondo quanto accertato, sull’area erano stati installati manufatti fissi e mobili, oltre a spazi destinati alla sosta di camper, configurando di fatto un vero e proprio villaggio vacanze realizzato su suolo pubblico marittimo, sottratto alla libera fruizione dei cittadini.
Il litorale è stato riportato alla sua funzione originaria di spazio pubblico
A distanza di otto mesi dall’operazione, l’area risulta oggi completamente sgombra dalle opere abusive. Il litorale è stato riportato alla sua funzione originaria di spazio pubblico, aperto al libero e gratuito godimento della collettività.
L’attività rappresenta uno dei risultati dell’azione sistematica promossa dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli e coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, in stretta sinergia con il Comando Regionale della Guardia Costiera e i comandi marittimi territoriali, tra cui il Comando Circondariale Marittimo di Pozzuoli.

Alta resta l’attenzione anche su altri tratti del litorale. Nei mesi scorsi, in località Bagnara nel Comune di Castel Volturno, era stato disposto un analogo sequestro d’urgenza per contrastare l’abusivismo demaniale e le violazioni ambientali e paesaggistiche. In quell’area prosegue l’attività di demolizione di immobili abusivi, a fronte di un significativo numero di abbattimenti già effettuati spontaneamente.
Un elemento di rilievo riguarda proprio le modalità di esecuzione delle demolizioni: gli interventi non hanno comportato costi per lo Stato, essendo stati realizzati volontariamente dagli indagati, previa autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria e sotto la vigilanza della Polizia Giudiziaria.









