Blitz al Giraud, sigilli a palestra e locali interni: il Savoia diffida il Comune e chiede l’immediato accesso

Operazione di polizia giudiziaria allo stadio di Torre Annunziata: sequestro di alcune aree interne. Il club invia una Pec di messa in mora e solleva il nodo agibilità alla vigilia della sfida con il Nissa.

Blitz della Polizia Municipale allo Stadio Alfredo Giraud nella mattinata del 19 febbraio 2026. Nell’ambito di un’attività di polizia giudiziaria, gli agenti – agli ordini del comandante Gianluigi Palazzo – hanno apposto i sigilli ad alcune aree interne dell’impianto sportivo comunale.

Sigilli a palestra, bar e locali interni: operazione della Municipale allo stadio Giraud

Il provvedimento ha riguardato palestra, sottopassaggio, depositi, seminterrato e settore ospiti (già chiuso e mai riaperto), oltre al bar – già oggetto di contestazioni nei mesi scorsi – e all’area adibita a pronto soccorso (medicheria). Restano esclusi dal sequestro il terreno di gioco e le aree esterne, che non risultano interessate dal provvedimento.

Le zone finite sotto chiave, secondo quanto trapela, erano già da tempo interdette al pubblico.

Il “giallo” della palestra: attrezzature e spogliatoio arbitro donna

È però sulla palestra che si concentra la parte più delicata della vicenda. Il Savoia 1908 sostiene che quel locale sia regolarmente assegnato alla società, nella sua piena disponibilità e dichiarato agibile dallo scorso agosto.

All’ingresso, tuttavia, sarebbe stato affisso il cartello di sequestro penale, rendendo di fatto inutilizzabile lo spazio. Nella Pec inviata nel primo pomeriggio al Comune, alla Polizia Municipale e ad altri destinatari istituzionali, il club riferisce che all’interno della palestra e degli ambienti annessi sarebbero custodite attrezzature sportive indispensabili e persino le chiavi degli spogliatoi.

Non solo: secondo la ricostruzione societaria, proprio in quell’area sarebbe ubicato lo spogliatoio destinato all’arbitro donna con bagno riservato, requisito indicato come essenziale ai fini della conformità federale e dell’agibilità dell’impianto. L’impossibilità di accesso verrebbe quindi letta come un potenziale rischio per l’omologazione del campo.

La diffida del club: “Apertura immediata o azioni legali”

Il Savoia sottolinea inoltre che a fine dicembre la Municipale avrebbe già effettuato un’ispezione negli stessi locali, prendendo visione del materiale presente. Da qui la richiesta formale di chiarimenti: la società domanda se sia stato nominato un custode giudiziario e se sia stato redatto un inventario analitico delle attrezzature.

Nella messa in mora si sollecita l’apertura immediata della palestra per recuperare materiali e chiavi e garantire l’accesso agli spazi funzionali, con l’avvertimento che eventuali ritardi o dinieghi potrebbero tradursi in richieste di risarcimento danni e iniziative urgenti in sede giudiziaria.

Nessun rischio per la gara con il Nissa, ma resta la tensione

Nonostante il clima di tensione, il sequestro – secondo quanto si apprende – non avrà ripercussioni sulla partita di domenica 22 febbraio contro il Nissa. Il Savoia giocherà regolarmente il match, rispettando la tabella di marcia del campionato.

Resta però sullo sfondo la cornice degli ultimi mesi: a dicembre, nell’ambito di un’istruttoria comunale, erano emerse criticità legate ai requisiti per la somministrazione di alimenti e bevande all’interno dello stadio, con stop amministrativi, sanzioni e successivo ricorso al Tar.

Oggi l’attenzione si sposta dalla questione bar alla funzionalità sportiva dell’impianto. Chiarire con precisione quali locali siano effettivamente sottoposti a sequestro e con quali modalità diventa decisivo per garantire continuità agli allenamenti e piena conformità ai requisiti federali, in una fase già delicata per il rapporto tra club e amministrazione comunale.

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