Venerdì 13 febbraio l’area mercatale di Volla dove era in corso la realizzazione della base per un’antenna 5G è stata posta sotto sequestro. Un provvedimento che segna un punto di svolta in una vicenda iniziata mesi fa con la denuncia politica di Fratelli d’Italia Volla e che ora assume contorni amministrativi e potenzialmente giudiziari.

I sigilli sono stati apposti dalla Polizia Municipale, intervenuta dopo aver accertato presunte irregolarità nei lavori in corso. Al centro della vicenda non c’è soltanto l’impianto definitivo, ma anche un’antenna provvisoria, già installata accanto allo scavo, la cui autorizzazione sarebbe risultata scaduta.

Il sequestro del 13 febbraio: cosa è accaduto

Il provvedimento sarebbe scaturito dal fatto che i lavori in via di effettuazione per realizzare lo scavo destinato alla base dell’antenna non sarebbero stati coperti da autorizzazione edilizia. Secondo quanto emerso, nessun atto sarebbe stato presentato ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica, passaggio ritenuto necessario per procedere con interventi di questo tipo su suolo pubblico.

Per l’esecuzione dei lavori sarebbe stato infatti necessario un permesso edilizio, che – stando agli accertamenti effettuati – non risulterebbe rilasciato. A ciò si aggiungerebbe un ulteriore profilo critico: un possibile vizio nella delibera di Giunta, poiché l’organo esecutivo dell’ente non potrebbe autorizzare direttamente un privato a eseguire lavori su un’area pubblica senza il rispetto delle procedure previste, il passaggio in Consiglio Comunale e l’eventuale approvazione.

Alla luce di tali elementi, i caschi bianchi vollesi hanno fatto scattare il sequestro del cantiere, bloccando di fatto l’intervento.

L’antenna provvisoria e l’autorizzazione scaduta

La vicenda non si ferma al solo scavo. Accanto all’area interessata dai lavori era stata installata un’antenna provvisoria, che avrebbe dovuto garantire il servizio in attesa del completamento dell’impianto definitivo nell’area mercatale.

Anche questa installazione, tuttavia, è finita nel mirino dei controlli. Su sollecito del presidente cittadino di Fratelli d’Italia, Giuseppe Annone, la Polizia Municipale ha effettuato verifiche che avrebbero accertato come l’autorizzazione all’utilizzo dell’impianto provvisorio risultasse scaduta.

In presenza di tale situazione, i sigilli sono stati estesi anche a questa struttura. Un doppio intervento che rafforza il peso dell’azione amministrativa avviata venerdì scorso.

Dalla denuncia politica al provvedimento: la storia

La vicenda affonda le radici nel 22 luglio scorso, quando Fratelli d’Italia Volla aveva accusato il Comune di procedere con un “affidamento irregolare per l’antenna 5G nell’area mercatale”.

Nel mirino del partito di opposizione vi era la Delibera di Giunta n. 20 del 15 marzo 2025, che prevedeva l’assegnazione in concessione per nove anni di un’area comunale a una società privata per l’installazione di un impianto di telecomunicazioni.

Secondo la ricostruzione fornita all’epoca da Giuseppe Annone, la procedura avrebbe configurato un affidamento diretto mascherato, avvenuto in assenza di evidenza pubblica e senza adeguata procedura comparativa. Nella nota ufficiale si leggeva: “Formalmente si parla di approvazione di uno schema contrattuale, ma nella sostanza si realizza un vero e proprio affidamento diretto”.

Tra le questioni sollevate figuravano:

  • la legittimità dell’atto deliberativo;
  • la competenza della Giunta ad adottare il provvedimento;
  • la conformità al Codice dei Contratti Pubblici;
  • la violazione dei principi di evidenza pubblica per la concessione di un bene comunale a uso esclusivo e prolungato.

Parallelamente, Annone aveva presentato una formale richiesta di accesso agli atti ai sensi della Legge 241/1990, chiedendo copia dell’istanza dell’operatore telefonico, dei pareri tecnici di ARPA e ASL, dell’atto autorizzativo e delle eventuali valutazioni sull’impatto dell’impianto sull’uso pubblico dell’area, storicamente destinata al mercato rionale.

I nodi giuridici: edilizia e competenze

Il sequestro disposto venerdì scorso sembra riportare al centro proprio quei profili procedurali già contestati mesi fa.

Da un lato, vi è la questione del titolo edilizio necessario per realizzare opere su suolo pubblico. Dall’altro, il tema della competenza della Giunta rispetto alla possibilità di autorizzare direttamente un privato a intervenire su un bene comunale.

Secondo quanto emerso, i lavori per lo scavo sarebbero partiti senza che risultasse presentata la documentazione necessaria agli uffici competenti. Se tali circostanze dovessero trovare conferma nelle sedi opportune, si aprirebbero scenari non semplici da dipanare.

Le possibili conseguenze

Al momento non risultano comunicazioni ufficiali da parte dell’amministrazione comunale di Volla in merito al sequestro disposto venerdì 13 febbraio. Resta dunque da comprendere quale sarà il destino dell’impianto 5G nell’area mercatale e soprattutto se effettivamente ci siano colpe oggettive da parte dell’amministrazione di centrosinistra che guida la città.

La domanda che accompagna la vicenda, sul piano politico, è se le contestazioni avanzate mesi fa dall’opposizione trovino oggi un riscontro nei fatti accertati dalla Polizia Municipale. Saranno gli sviluppi delle prossime settimane a chiarire se il caso resterà circoscritto a una vicenda amministrativa o se assumerà un rilievo più ampio.

Di certo, dopo i sigilli di venerdì scorso, la questione dell’antenna 5G nell’area mercatale non è più soltanto oggetto di scontro politico, ma è diventata un fatto concreto, con un cantiere bloccato e un impianto fermo nel cuore di uno spazio pubblico destinato da anni al tradizionale mercato cittadino.

Filippo Raiola

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